sabato , 19 Giugno 2021

Ulss 4, presente e futuro nella sanità dell’Alto Vicentino

Quale sarà il futuro della sanità nella Ulss 4? E’ stata questa la domanda in cerca di risposta nella tavola rotonda che si è tenuta ieri nella sala riunioni della biblioteca di Piovene Rocchette, organizzata da Cgil, Cisl e Uil di Vicenza. Di fronte ad un pubblico numeroso e interessato, e coordinati da Vittorino Deganello, segretario generale di Fnp Cisl Vicenza, sono intervenuti Grazia Chisin, segretaria generale della Uil provinciale, Daniela Carraro, direttore generale della Ulss 4, Massimo Grotto, responsabile Medicina di Gruppo Integrata locale, il sindaco di Piovene Rocchette, Erminio Masero, e il segretario generale di Fp Cgil Vicenza, Giancarlo Puggioni.

“Come Cgil, Cisl e Uil – ha messo in evidenza la segretaria della Uil, Grazia Chisin – siamo convinti che bisogna migliorare l’offerta dei servizi socio-sanitari. La qualità dello sviluppo di un territorio si misura non solo dalla sua performance produttiva ed economica, ma anche dai servizi e dalla qualità della vita che da essi derivano. Per ottimizzare le risorse bisogna ridurre le spese di amministrazione e gli sprechi, perciò è necessario prendere in considerazione l’opportunità di ridurre il numero delle Ulss vicentine, ridisegnando i confini e gli ambiti territoriali. Così si possono dare più servizi e avere ospedali che lavorino in sicurezza. Diciamo, dunque, che è urgente e non più rinviabile la riorganizzazione del sistema socio-sanitario investendo sul territorio”.

Daniela Carraro
Daniela Carraro

Daniela Carraro, invitata a descrivere luci ed ombre della Ulss 4, ha invece esordito parlando dell’ospedale unico di Santorso, sottolineando la sua unicità in Veneto, essendo nuovo e con  attrezzature nuove. “ Ma funzionano bene – ha poi aggiunto – anche le medicine di gruppo integrate. I medici accolgono la sfida che l’assistenza primaria sia fatta in collaborazione tra professionisti e con strumentazione tecnologica che permette, per esempio, di avere i referti medici subito disponibili. E anche i cittadini ne sono avvantaggiati sul piano della prestazione medica. Dobbiamo però liberare i medici e gli operatori dagli adempimenti burocratici Dobbiamo lavorare di più con gli sportelli unici dei Comuni, migliorare i tempi d’attesa al pronto soccorso e quindi quelli interni all’ospedale”.

Della nuova Medicina di gruppo integrata, sorta a Piovene Rocchette lo scorso febbraio, ha parlato Massimo Grotto. La nuova realtà vede insieme, in un’unica sede, sei medici che garantiscono i loro servizi con una copertura di oltre 10 ore. “Ha molte potenzialità questa struttura. Tra qualche mese saremo il fiore all’occhiello dell’Ulss” ha commentato, invitando però i cittadini a “mettersi nelle mani dei sanitari per capire i tempi d’attesa e collaborare”.

Il sindaco di Piovene Rocchette, Erminio Masero, ha invece rivendicato il ruolo della Conferenza dei sindaci, “da rifare dopo le elezioni del 25 maggio” visto che molte amministrazioni sono cambiate. “La Conferenza è l’organo che fa da tramite tra i cittadini e l’Ulss, e garantisce il socio-sanitario ai primi fornendo servizi efficaci ed efficienti, ma migliorabili comunque con il tempo”.

Infine, il segretario generale di Funzione pubblica Cgil di Vicenza, Giancarlo Puggioni, che ha puntato il dito contro la Regione per aver approvato solo le schede ospedaliere rispetto a quanto scritto nel Piano socio-sanitario. “Questo è per noi motivo di preoccupazione – ha osservato – perché siamo di fronte ad un arretramento dei servizi. La Regione sta rivedendo la dotazione di organico negli ospedali, prospettandone una riduzione nei prossimi anni. Così vengono meno la qualità e il potenziamento dei servizi a livello territoriale. Per garantire servizi di qualità, sicurezza ai pazienti e agli utenti servono al contrario strutture, personale, formazione e investimenti”.

“Rischiamo un arretramento della sanità e dell’integrazione socio-sanitaria – ha concluso Puggioni –, quella sanità veneta che è stata un punto di riferimento non solo in Italia ma anche a livello europeo. La sanità è un bene che va salvaguardato: può essere un motore di sviluppo e di buona e stabile occupazione”.

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