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Area del Tribunale di Vicenza

Tribunale, ancora infiltrazioni d’acqua dal tetto quando piove

Sarà il fatto che tanto a pagare alla fine è Pantalone, o che per la cosa pubblica è oggettivamente difficile controllare come si svolgono i lavori. Quello che è certo è che per gli edifici pubblici i lavori di costruzione vanno spesso storti, e alla fine il risultato è quasi sempre deludente. Cosa direste voi se, dopo aver acquistato un appartamento, passato solo qualche anno cominciasse ad entrare acqua dal tetto ad ogni temporale? E’ quello che sta succedendo nel nuovo Tribunale di Vicenza. A pensarci bene è davvero paradossale: il trasloco dal vecchio palazzo di Giustizia non è ancora completato e già stiamo a parlare di questo!

Anche il Comune di Vicenza pare piuttosto contrariato nel darne notizia. “I temporali del fine settimana – si legge nella comunicazione del Comune – hanno dato origine a nuove infiltrazioni d’acqua al quarto piano del tribunale. L’assessore alla cura urbana Cristina Balbi fa sapere a questo proposito che già stamane i tecnici comunali e la ditta costruttrice hanno eseguito un sopralluogo verificando che i lavori di sigillatura degli scorsi giorni non sono stati sufficienti a risolvere i problemi. Pertanto la ditta effettuerà a sue spese un nuovo intervento sulla copertura che l’amministrazione si augura risolutivo”.

I segni delle ultime infiltrazioni
I segni delle ultime infiltrazioni

Ce lo auguriamo anche noi che sia risolutivo. Certo è che, più che un augurio, quello dell’assessore sembra uno stizzito segnale inviato ai costruttori di quel grande edificio che fin dall’inizio è stato contestato per molte ragioni. Non è piaciuto ai vicentini perché lo hanno giudicato piuttosto brutto sul piano estetico, non è piaciuto l’impatto visivo che il nuovo tribunale ha subito avuto sul profilo della città: troppo grande, troppo invadente, troppo evidente, costruito in un punto che sembra fatto apposta per attirare lo sguardo. E poi è alla convergenza di due fiumi, con il rischio idrogeologico sempre incombente sulla città. Senza parlare dell’ampia urbanizzazione circostante, altro cemento quindi che impermeabilizza ancor di più il suolo, aumentando il rischio idraulico. Insomma, è parso subito chiaro che non poteva esservi pace per quell’edificio e quella urbanizzazione.

Pochi però avrebbero previsto che si poteva quasi parlare di fatiscenza fin dai primi anni di vita dell’edificio. Non solo il nuovo tribunale quindi è nato esteticamete discutibile, non solo lo si è forse fatto nel posto sbagliato, ma sembra che soffra anche di invecchiamento precoce. Siamo andati a dare un’occhiata quest’oggi, volevamo anche parlare con i giudici ma era tardi ormai.  La nostra Ester Tomè, che si è recata sul posto, intorno alle 17, ci ha descritto un “tribunale quasi deserto e soleggiato, lontana ogni memoria di pioggia. La guardia del tribunale all’ingresso mi chiede cosa voglio e gli spiego che sono interessata al problema delle infiltrazioni d’acqua dal tetto dell’edificio, per un giornale online. Mi dice subito che non c’è più nessuno, ma mi fa salire al 4° piano, dove parlo con un’impiegata che mi mostra la zona colpita. Le stanze che hanno avuto le infiltrazioni sono due, ma ora è tutto ripulito, e non si vede niente delle conseguenze delle infiltrazioni, neanche sulle pareti. Solo il corridoio presenta delle chiare macchie gialle sul soffitto e sulle pareti, dove è stato rimossa una parte di cornice e c’è una scala, probabilmente usata per i lavori di riparazione”.

Da segnalare infine che “il tema delle infiltrazioni dal tetto del tribunale – è di nuovo il Comune  di Vicenza a parlare – sarà uno degli oggetti all’ordine del giorno dell’imminente summit che, su input del sindaco, l’amministrazione sta organizzando con i magistrati, il progettista e l’impresa costruttrice, per affrontare tutte le criticità emerse nel nuovo palazzo di giustizia”.

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