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Manifestazione Cgil

Testo unico sulla rappresentanza, la Cgil replica alla Cub

“Esprimiamo innanzitutto una grande amarezza nel vedere un’organizzazione sindacale manifestare contro altre organizzazioni sindacali. Anche nei momenti di grande tensione e di ripetuti accordi separati tra Cgil, Cisl e Uil, mai è accaduto che si sia deciso un gesto di questa portata, da parte di nessuno”. Sono le parole con le quali Marina Bergamin, segretaria generale della Cgil vicentina, commenta il presidio di protesta organizzato per le 18 di oggi dal sindacato autonomo Cub, proprio davanti alla sede Cgil di Vicenza, in via Vaccari. Motivo dello scontro è il Testo unico sulla rappresentanza, sottoscritto dai tre sindacati confederali e da Confindustria.

Marina Bergamin
Marina Bergamin

Un accordo che i sindacati autonomi contestano, ritenendo che con esso si tolga forza e rappresentanza ai lavoratori a vantaggio delle imprese. La Cgil, da parte sua ritiene invece che “l’intesa porti a conclusione un processo di riforma che vuole invertire la deriva degli ultimi anni fatta di troppe intese separate, discriminazioni e pochissima democrazia”.

“L’accordo – spiega più in dettaglio la segretaria della Cgil di Vicenza – precisa ed estende gli spazi di democrazia e di partecipazione alle decisioni. La rappresentanza di ogni organizzazione sindacale deriverà dalla certificazione, da parte di un soggetto terzo, degli iscritti e dei voti ottenuti per le elezioni delle Rappresentanze sindacali unitarie. I diritti sindacali di ogni organizzazione non saranno determinati dalla sottoscrizione dei contratti applicati, ma dal raggiungimento del 5% di rappresentanza e alla conseguente partecipazione alla trattativa”.

“Le Rsu – prosegue Bergamin – saranno elette da tutti i lavoratori col sistema proporzionale puro (nessuna quota garantita per nessuno, quindi) ed avranno un potere di decisione sulla contrattazione di secondo livello così come definito dal contratto nazionale. I nuovi Contratti Nazionali di Lavoro saranno efficaci ed esigibili solo se avranno il consenso del 50% + 1 della rappresentanza sindacale, assieme al 50% +1 del voto dei lavoratori e delle lavoratrici interessati. Spetta ai prossimi Contratti nazionali definire il percorso democratico. Intanto c’è un accordo Cgil, Cisl e Uil che impegna a consegnare ai lavoratori l’ultima parola sugli accordi stessi”.

“Infine, – conclude la sindacalista – il Testo unico delimita le clausole di esigibilità che i futuri contatti collettivi dovranno definire rendendole operanti per entrambe le parti. Ovviamente l’impegno a non contrastare l’accordo, fatti tutti i passaggi democratici di cui sopra, riguarda esclusivamente i contenuti dello stesso. Il diritto soggettivo allo sciopero invece resta garantito e l’esigibilità dell’accordo non può significare sanzioni individuali per lavoratrici e lavoratori ma per le rappresentanze e le organizzazioni sindacali e solo sul versante dei diritti sindacali di origine contrattuale e non di legge.

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