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Testo unico sulla rappresentanza, Cgil nel mirino del sindacato autonomo

Soffiano venti di guerra molto forti tra il sindacato autonomo Cub e Cgil Cisl Uil. Oggetto della contesa è il Testo Unico sulla rappresentanza, sottoscritto da quella che alcuni ancora definiscono la Triplice e da Confindustria. A Vicenza la protesta della Cub si terrà domani, 26 giugno, alle 18, e sarà in linea con le iniziative promosse nel resto d’Italia. Il sindacato autonomo sta infatti organizzando un presidio di protesta, domani appunto, davanti alla sede della Cgil di Via Vaccari, nel quartiere Ferrovieri “contro l’accordo – si legge in una nota in proposito – che cancella la democrazia nei luoghi di lavoro e toglie ai lavoratori ogni possibilità di tutela e di lotta”.

“Questo accordo tra i Sindacati confederali e Confindustria – prosegue la Cub – è anticostituzionale, toglie ogni valore alla rappresentatività reale e alla capacità di lotta dei lavoratori. Lo statuto dei lavoratori viene di fatto smantellato. E la Cgil ha la grande responsabilità di aver siglato questa intesa nonostante le forti tensioni interne, assumendosi una gravissima responsabilità nei confronti dei lavoratori che dice di tutelare”.

Nel dettaglio, secondo la Cub l’intesa apre le porte, a livello aziendale, ad accordi “peggiorativi rispetto ai contratti nazionali e ai minimi retributivi previsti per legge. Tali accordi saranno validi se sottoscritti da organizzazioni che rappresentano il 51% ( media tra iscritti ai sindacati e voti alle elezioni) o dal 50%+ 1 dei delegati, (Rsu o Rsa). Contro questi accordi non ci si può opporre in alcun modo, con scioperi o mobilitazioni, e sono previste sanzioni per quei sindacati che scioperano”.

“Inoltre, – prosegue il sindacato autonomo – la procedura per le elezioni Rsu può essere attivata solo dai firmatari di questa intesa. I singoli componenti Rsu che cambiano organizzazione sindacale  decadono dalla carica. L’intesa prevede infine la partecipazione agli incontri per il rinnovo del contratto nazionale al superamento della soglia del 5% ( media nazionale tra iscritti e voti alle Rsu)”.

Cub promette di avviare “un percorso di mobilitazione a partire da giovedì 26 giugno con iniziative di protesta nelle principali città italiane. Saranno attivate azioni concrete, a partire dai luoghi di lavoro, per affermare una democrazia che dia ai lavoratori la possibilità di decidere sulle proprie condizioni di vita e di lavoro, e saranno anche promosse iniziative legali mirate a verificare l’anticostituzionalità di questo accordo”.

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