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Tasi, Confcommercio Vicenza: un pasticcio all’italiana

Il conto alla rovescia per il pagamento della Tasi, la Tassa sui Servizi Indivisibili, sta mandando letteralmente in fibrillazione i contribuenti. Il 16 giugno, infatti, è il termine ultimo per versare l’imposta in tutti quei comuni  che hanno deliberato le aliquote di calcolo in tempo utile, e nella nostra provincia sono 40, tra i quali molti centri importanti come Vicenza, Arzignano, Schio, Thiene.

E il problema sta proprio qui. Praticamente ogni Amministrazione locale ha autonomamente e talvolta con grande fantasia, fissato aliquote e detrazioni diversificate, rendendo davvero difficile il lavoro di chi deve procedere al calcolo. In qualche comune l’aliquota si basa sui redditi ai fini Isee del contribuente, che dunque deve acquisire anche questa certificazione, se non ne è in possesso. Ci sono poi altri comuni dove si paga in base alla rendita catastale, ed altri ancora prevedo una quantità di varianti ed esenzioni.

Una Babele di regole, in somma, in cui fanno fatica a districarsi persino gli addetti ai lavori, figuriamoci i contribuenti, soprattutto quelli più anziani. Una situazione che rende il pagamento di questa tassa non solo un onere economico, ma anche una fonte di preoccupazione ed un grande dispendio di tempo. Con la Tasi, inoltre, si è creata una discriminazione non da poco tra i cittadini: ci sono contribuenti che hanno ancora pochi giorni per pagare ed altri invece , come quelli residenti nei comuni che non hanno ancora deliberato le aliquote, che hanno tempo fino al 16 ottobre, vista la recente decisione di prorogare i termini. Una situazione paradossale.

C’è una soluzione con la quale il Governo può ovviare a questo ennesimo pasticcio tutto all’italiana: quella di non applicare sanzioni in caso di ritardato versamento, almeno fino al 16 ottobre. Così si darebbe la possibilità, a chi non ce la fa  a calcolare la Tasi in tempo utile, di adempiere correttamente a questo obbligo. E’ un’istanza che stiamo portando avanti a livello nazionale e che ricalca quanto introdotto anche con la famigerata mini Imu. D’altronde  c’è una norma, l’articolo 6, comma 2 del D.Lgs. n. 472/97, che già prevede l’impossibilità di applicare sanzioni in caso di obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione.  E se non è un caso di incertezza normativa questo autentico caos…

Confcommercio Vicenza

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