giovedì , 22 Aprile 2021
La bocca di porto di Lido e i cantieri per la costruzione del Mose - Fonte Foto: http://it.wikipedia.org/wiki/MOSE - (creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)
La bocca di porto di Lido con il cantiere del Mose - Fonte Foto: http://it.wikipedia.org/wiki/MOSE - (creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)

Tangenti per il Mose, arresti eccellenti in Veneto

E’ un vero terremoto politico quello che sta sconquassando il Veneto in queste ore: 35 persone arrestate, tutte eccellenti. Tra di esse, alcune delle quali sono agli arresti domiciliari, spiccano il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, e l’assessore regionale alle infrastrutture Renato Chisso, oltre a diversi altri nomi di rilievo del mondo politico e di quello imprenditoriale, come  il consigliere regionale del Pd Giampiero Marchese, gli imprenditori Franco Morbiolo e Roberto Meneguzzo, vicentino e fondatore di Palladio Finanziaria, e il generale in pensione Emilio Spaziante. C’è anche un richiesta di arresto, inoltrata al Parlamento italiano, per l’ex governatore ed ex ministro Giancarlo Galan, ed un’altra è stata inviata al Parlamento europeo per la vicentina Lia Sartori, ex deputata europea non rieletta nell’ultima consultazione delle settimane scorse.

I giornali online italiani, con poche eccezioni, questa mattina riportano con grande evidenza la notizia, destinata a dominare la scena, oggi e nei prossimi giorni, sul piano politico e su quello giudiziario. Le accuse sono di corruzione, concussione, riciclaggio nell’ambito delle indagini sull’ex amministratore delegato della Mantovani, Giorgio Baita, e gli appalti per il Mose , il grande sistema di protezione di Venezia dall’acqua alta, una complessa infrastruttura sulla cui realizzazione si è polemizzato molto, con non pochi che ne rilevavano la scarsa utilità se non addirittura la pericolosità.

Certo è che si tratta di lavori imponenti, sui quali si sono evidentemente riversato molti appetiti.  Tangenti, dunque, in un grande appalto pubblico, per l’ennesima volta, un po’ anche  a conferma di quanto dicevamo qualche settimana fa a proposito della vicenda milanese degli appalti all’Expo e di come troppo spesso funziona ancora in Italia il sistema degli appalti. A proposito, qualcuno, in quella occasione, ha buttato lì l’ipotesi che stesse per scoppiare una nuova Tangentopoli. Beh, dopo questa mattina l’ipotesi potrebbe davvero prendere consistenza.

Tra i primi a dare con molti dettagli la notizia, quest’oggi, è stato il quotidiano online VeneziePost che riporta come gli arresti di questa mattina siano partiti da una inchiesta della Guardia di Finanza di Venezia avviata già tre anni fa. Si sarebbe scoperto che l’ex manager della Mantovani Giorgio Baita aveva messo su un sistema per la creazione di fondi neri, all’estero, che si presume fossero poi destinati al finanziamento della politica. Una politica trasversale per altro, dato che coinvolge personalità sia di centro sinistra che di centro destra.

Ricordiamo, in conclusione, che  il Mose (acronimo che sta per MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) è costituito da schiere di paratoie mobili a scomparsa poste alle bocche di porto, e che è ancora in costruzione, sebbene i lavori, dei quali si occupa il Consorzio Venezia Nuova, siano ormai realizzati per oltre l’80%. Tuttavia mancherebbe ancora quasi un miliardo di euro per il completamento dell’opera, e certamente non si parla di vederla completata prima del 2016. E, beninteso, l’augurio è che alla fine serva a qualcosa.

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