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Tangenti alla Lega? Zaia scrive al direttore de “l’Espresso”

“Nel numero in edicola domani l’Espresso rivela che la Procura di Milano indaga da più di un anno su un giro di presunte tangenti che potrebbe collegare i vecchi e i nuovi vertici della Lega Nord. Soldi sospetti, usciti dalla casse di multinazionali come la Siram, un colosso francese degli appalti di energia e calore, o di grandi aziende italiane come il gruppo statale Fincantieri”. Sono le parole con le quali inizia un articolo della versione online dell’Espresso, pubblicato quest’oggi, nel quale si anticipa appunto l’inchiesta che sarà invece in edicola domani, venerdì 13 giugno, sul settimanale che tutti conosciamo. L’Espresso dunque sembra indagare in casa Lega, e sembra chiamare in causa a vario titolo personaggi importanti. Pur non citandolo, il settimanale usa a corredo dell’articolo una grande foto del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ritratto con Flavio Tosi che invece viene più direttamente chiamato in causa.

Il presidente della Regione Luca Zaia
Luca Zaia

Del resto già le anticipazioni online del settimanale puntano il dito contro il Veneto, o meglio lo farebbero le dichiarazioni dell’ex cassiere della Lega Francesco Belsito, che ricordiamo tutti ha già portato scompiglio anni fa in casa del Carroccio, sia per quello che oggettivamente  ha fatto che per le sue rivelazioni quando è stato pizzicato. Naturalmente, l’essere ritratto così in primo piano ed in quel contesto, non è piaciuto al presidente del Veneto che ha subito preso carta e penna ed ha scritto al direttore dell’Espresso dicendosi, innanzitutto, dispiaciuto che la redazione non lo abbia sentito prima di pubblicare quell’articolo al quale “viene accostata – sottolinea Zaia – maliziosamente una mia fotografia”.

“Sono peraltro certo – continua il governatore nella sua lettera – che non avrete omesso di dire (ricordiamo che l’articolo completo sara disponibile solo domani, ndr) che ho provveduto a denunciare per calunnia il signor Belsito, il giorno stesso in cui un quotidiano del vostro gruppo, La Repubblica, ha dato notizia di quanto Belsito avrebbe riferito a mio carico. Denuncia alla quale è stata data la massima diffusione dagli organi di stampa. Sono parimenti certo che avrete sottolineato come neppure il signor Belsito osi dire che io abbia ricevuto una qualche remunerazione”.

“Vorrete anche notare – scrive ancora Zaia – che successivamente alle dichiarazioni del signor Belsito, e a distanza di ben sei mesi dall’avvenuta pubblicazione dei verbali  non sono stato raggiunto da nessun avviso di garanzia, né sono a conoscenza della pendenza di nessun procedimento penale nei miei confronti. In ogni caso non posso che ribadire la mia totale estraneità a qualsiasi episodio corruttivo o anche la mia semplice tolleranza rispetto a fatti di questa natura”.

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