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Stroncato un grande traffico internazionale di alcolici

Sette persone arrestate ed un complesso traffico internazionale clandestino di alcolici smantellato. E’ questo in sostanza il risultato ottenuto dalla collaborazione tra la Guardia di Finanza di Venezia e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Il giro d’affari era grande e poggiava su dei prestanome ed una serie di depositi fittizi, in Italia, per prodotti alcolici, il primo dei quali era proprio a Vicenza. In buona sostanza, tutto si concretizzava poi in una grande truffa ed evasione delle accise sugli alcolici. Ed essendo partita la truffa proprio dalla nostra città, ecco che le indagini e l’operazione sono di competenza della Procura vicentina.

Quello che succedeva può essere riassunto così: un  prestanome dava ai criminali il deposito, risultando essere un intermediario che stoccava gli alcolici prima di immetterli sul mercato. Ma di alcolici nei depositi non vi era traccia, dato che prendevano altre direzioni, pur avendo comunque avuto una spedizione di partenza regolare. Quello che si otteneva era di non pagare appunto le imposte nei paesi di destinazione. Naturalmente i depositi potevano aver vita breve, due o tre mesi al massimo, ed è per questo che ve ne erano molti in italia e il gruppo dopo averne usato uno, passava ad un altro. Alcuni dei depositi, come quello ad Ancona dove sono state girate le immagini che proponiamo nel video in alto, contenevano in realtà la merce, ma da essi poi partiva molto presto, diretta presumibilmente verso l’estero.

I reati contestati agli arrestati, tutti residenti in Piemonte ma originari di altre località italiane ed anche stranieri, soprattutto rumeni, sono l’associazione a delinquere finalizzata al mancato pagamento delle accise sugli alcolici, truffa ai danni dello Stato per l’evasione dell’Iva, creazione di falsi documenti europei nel sistema telematico di circolazione delle merci. Già, perché il traffico, pur essendo imperniato su questi depositi italiani, in realtà mirava a vendere i prodotti alcolici in Inghilterra, naturalmente senza pagare alcuna tassa neanche a Sua Maestà britannica.

I depositi nei quali avrebbe dovuto essere stoccato il prodotto erano “regolarmente denunciati – spiega una nota della Guardia di Finanza – ai locali uffici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e si ponevano a disposizione di società speditrici comunitarie e di organizzazioni criminali operanti all’estero attestando falsamente la ricezione di prodotti alcolici, in realtà destinati altrove, che quindi sfuggivano al controllo doganale. Gli operanti hanno quantificato in circa 100 milioni di litri il prodotto alcolico consumato in frode per una evasione di accisa pari ad oltre 38 milioni di euro e di Iva  per oltre 8 milioni di euro. Complessivamente sono stati indagati 43 soggetti”.

L’operazione, conseguenza delle indagini avviate nell’ottobre 2013, ha coinvolto 140 militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Venezia ed un centinaio di funzionari dell’Agenzia delle Dogane, che hanno dato esecuzione all’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vicenza. Sono state anche avviate numerose perquisizioni, in varie regioni italiane, che sono tuttora in corso.

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