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Pos obbligatorio, un bell’esempio di legge “all’Italiana”

Come certo è noto a molti, da oggi in Italia c’è l’obbligo del Pos per le spese superiori a 30 euro. In altre parole, ogni tipo di azienda deve essere attrezzata per consentire pagamenti via bancomat o carta di credito ai propri clienti, anche gli artigiani, come l’elettricista o l’idraulico. Naturalmente, non è tutto come sembra, l’Italia è a dir poco “creativa” quando si tratta di fare leggi inutili e talvolta assurde. Non è tutto come sembra, come dicevamo, poiché è stato stabilito l’obbligo ma nessuno ha stabilito la sanzione per chi non lo rispetta. Come dire, questa è la legge ma se la violate non vi facciamo niente.

A parte questo, lo spirito della legge sarebbe stato anche giusto, poiché l’obiettivo da raggiungere sarebbe la tracciabilità delle spese in modo da prevenire fenomeni di evasione fiscale. Si potrebbe aprire però, a questo punto, una parentesi e riflettere su quale sia l’evasione fiscale che mette in ginocchio il paese, se cioè quella del piccolo artigiano che fa un po’ di nero o quella dei grandi soggetti economici che studiano complicate architetture finanziarie per sottrarre al fisco miliardi. La domanda è retorica, è ovvio, quindi, chiudiamo la parentesi e veniamo a riferire del giudizio che Confartigianato dà sulle nuove disposizioni.

“Si tratta di un provvedimento – commenta Pietro Francesco De Lotto, direttore generale di Confartigianato Vicenza – che porta le aziende a sborsare in media 400 euro l’anno,  anche senza usare mai lo strumento, tra canone e commissioni. Quel che è sicuro, quindi, è che il sistema farà fluire nuovo denaro alle banche, senza tener conto del fatto che in molti settori la tracciabilità dei pagamenti è già assicurata con altri sistemi, come il bonifico elettronico. Inoltre, come fanno rilevare i pensionati artigiani, nessuno ha pensato alle persone di una certa età, che pagano in contanti anche perché spesso in difficoltà con codici bancomat da ricordare o diffidenti verso le carte di credito. Sono stati questi i motivi della protesta di Confartigianato contro il provvedimento, anche se non sono previste sanzioni per chi non si doterà di terminale Pos e fino ai mille euro il cliente può ancora pagare in contanti, con assegno o bonifico”.

“Si tratterà ora di vedere – aggiunge De Lotto – quanti consumatori decideranno per i pagamenti via bancomat o carta di credito, e quanto saranno sollecitati a farlo da chi ha l’interesse a diffondere questo strumento. Per questo invitiamo il Governo a ripristinare almeno il provvedimento con cui si escludono dall’obbligo le imprese con giro d’affari inferiore ai 200mila euro l’anno”.

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