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I gestori di impianti sono spesso in disaccordo con le compagnie petrolifere - Foto Mario Roberto Duran Ortiz (CC)
I gestori di impianti sono spesso in disaccordo con le compagnie petrolifere - Foto Mario Roberto Duran Ortiz (CC)

Pompe di benzina chiuse per sciopero mercoledì 18 giugno

Sciopero dei benzinai il 18 giugno – Sarà difficile fare il pieno di benzina mercoledì prossimo. Le organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio hanno infatti confermato lo stato di agitazione contro i prezzi alti imposti dalle compagnie petrolifere. I benzinai dunque ribadiscono le proteste annunciate, e lo sciopero già convocato per il 18 giugno in tutto il territorio nazionale.

Dopo l’incontro al ministero tra le organizzazioni sindacali dei gestori e il vice ministro allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti è infatti confermato quanto era stato annunciato il 4 giugno scorso: sciopero dei benzinai il 18 e chiusura dal 14 al 17 giugno dei self service negli orari di apertura degli impianti.

“L’incontro – nota Antonio Ciavattini della Faib Confesercenti – è stato di carattere interlocutorio. Il vice ministro ha preso atto delle nostre rivendicazioni e ha dato disponibilità a fare degli incontri con l’industria petrolifera per verificare i temi sul tavolo. Ha condiviso gran parte delle ragioni sostenute dai gestori e quindi si è detto disponibile a produrre in tempi brevi un incontro generale sulla riforma settore. Noi abbiamo confermato lo sciopero del 18 e le altre iniziative perché abbiamo bisogno di portare un risultato per gestori”.

Un prossimo confronto, spiega Ciavattini, “si svolgerà presumibilmente dopo che il ministro avrà ascoltato la controparte”. I gestori, come chiarito il 4 giugno scorso, lamentano che le compagnie petrolifere “forti del vincolo di fornitura in esclusiva, continuano ad imporre unilateralmente ed arbitrariamente ai gestori prezzi con tutta evidenza fuori mercato e comunque molto più alti di quelli praticati da un ristretto numero di impianti cosiddetti no logo o posti in prossimità dei supermercati che pure vengono riforniti dalle medesime compagnie petrolifere”. Un atteggiamento, questo, che a parere dei gestori è “in aperta violazione delle norme che danneggia la stragrande maggioranza degli automobilisti italiani, prima ancora che le migliaia di piccole imprese di gestione”.

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