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Neonato in fin di vita “congelato” e salvato a Vicenza

Davvero notevole quanto fatto nei giorni scorsi all’Ospedale di Vicenza per salvare la vita ad un neonato.  Una eccezionale performance, così è stata definita, della Pediatria dell’Ospedale San Bortolo che ha ridato la vita al bimbo appena nato ed alla sua famiglia. Il piccolo era stato inviato nel capoluogo berico dall’Ospedale di Camposampiero. Nel reparto vicentino si è deciso di fronteggiare l’emergenza applicando la tecnica dell’ipotermia. Il piccolo, quando è arrivato al San Bortolo, non respirava ed era cianotico. Abbassandogli la temperatura fino a 34 gradi è stata bloccata la distruzione delle cellule cerebrali e, dopo le cure d’urgenza del caso, il piccolo ha ripreso a respirare. Oggi sta bene ed è tornato a casa.

Luca Zaia
Luca Zaia

Fiero della sanità regionale, il presidente del Veneto, Luca Zaia, non ha mancato di complimentarsi subito con i sanitari vicentini. “Se non avesse il suo storico e amato nome, – ha detto Zaia – l’Ospedale San Bortolo di Vicenza andrebbe chiamato ‘Angelo dei Bimbi’. Il team del primario Massimo Bellettato ha compiuto un altro miracolo, frutto di organizzazione, capacità di fare rete, elevate professionalità umane, disponibilità di moderne tecnologie. Un esempio non solo per la sanità veneta, ma per quella nazionale e internazionale”.

“A Vicenza – ha proseguito il governatore – il livello qualitativo generale è altissimo, ma l’attenzione ai bambini è del tutto particolare e accompagnata da uno straordinario impegno, non solo clinico, ma anche di ricerca, come nel caso del Carpe Diem di Claudio Ronco per la dialisi neonatale”.

“La vicenda di questo piccolo ‘miracolato’ – ha concluso Zaia – dimostra anche l’efficacia dell’organizzazione complessiva in rete. L’ipotermia, per essere efficace, andava utilizzata entro sei ore. Entro 4 ore è stato fatto tutto, con un paziente proveniente da Camposampiero in provincia di Padova, trasportato con tutta l’urgenza necessaria nella struttura più adatta a curarlo al meglio”.

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