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Neve alte sulle strade della montagna venenta
All'inzio di febbraio, sono caduti 3 metri e mezzo di neve sulla montagna veneta

Maltempo invernale, contributi regionali a favore della montagna

La Regione del Veneto in aiuto della montagna, e più in dettaglio dei suoi rifugi alpini rimasti danneggiati dalle forti ed anche eccezionali nevicate dello scorso inverno. La Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore al turismo Marino Finozzi, ha infatti deciso di assegnare a questo segmento 600 mila dei 2 milioni di euro complessivi che il bilancio approvato dal Consiglio ha destinato al ristoro dei danni causati dalle nevicate. “Le risorse saranno erogate a fondo perduto – ha spiegato Finozzi – per interventi di ripristino delle strutture e delle infrastrutture danneggiate e la riattivazione e miglioramento dell’attività ricettiva sotto il profilo della sostenibilità, della qualità e della sicurezza”

Marino Finozzi, assessore al Turismo della Regione Veneto
Marino Finozzi

“Da sempre – ha aggiunto l’assessore – cerchiamo di essere vicini alle necessità della montagna, dove il il turismo e l’escursionismo creano ricchezza. In questo scenario siamo già intervenuti negli anni scorsi, da ultimo con il sostegno all’installazione della banda larga nei rifugi alpini di alta quota, sia come servizio agli ospiti sia come fattore di sicurezza”. Dell’intervento regionale potranno beneficiare i proprietari dei rifugi alpini del Veneto e i concessionari da enti pubblici. Si potrà presentare domanda di contributo, corredata di tutta la documentazione richiesta, entro le 13 del quarantacinquesimo giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento di Giunta nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Sono ritenuti ammissibili gli interventi di manutenzione straordinaria alle strutture e agli impianti danneggiati dalle nevicate; la ricostruzione   manutenzione straordinaria di teleferiche adibite al rifornimento; la ristrutturazione edilizia; il restauro e  risanamento conservativo; la fornitura, installazione e manutenzione di impianti elettrici, idrico-sanitari, di riscaldamento, antincendio, radiofonici, telefonici e telematici; di impianti di approvvigionamento idrico, depurazione e smaltimento delle acque, nel rispetto ecologico – ambientale del territorio; impianti finalizzati al risparmio delle risorse energetiche; impianti di smaltimento rifiuti assimilati agli urbani;l’acquisto di attrezzature e macchinari a servizio del rifugio.

“I primi custodi della montagna sono coloro che ci abitano e ci lavorano – ha ribadito Finozzi – e la loro presenza è garanzia per tutti di manutenzione del territorio. Per questo ci siamo impegnati affinché le calamità occorse non portassero a fenomeni di abbandono, premessa per lo spopolamento, ma anzi potessero anche essere opportunità di crescita”.

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