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Laboratori tessili cinesi, operai in nero e clandestini scoperti dalla Finanza

Laboratori tessili gestiti da cinesi ancora nel mirino della Guardia di Finanza di Vicenza, sempre nell’ambito del contrasto del fenomeno del lavoro nero ed irregolare. Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle vicentine hanno “effettuato un accesso – si legge in una nota in proposto della Finanza – nei confronti di un soggetto di etnia cinese operante nel settore tessile, entrando, poco dopo il tramonto, in un capannone situato nella zona industriale del comune di Brendola, attraverso un ingresso secondario lasciato aperto a causa del gran caldo degli ultimi giorni”.

Le Fiamme Gialle vicentine hanno insomma sfruttato un fattore sorpresa e questo “ha consentito – prosegue la nota – di riscontrare che tutti i soggetti cinesi presenti erano intenti a prestare la loro attività alle macchine cucitrici. I successivi immediati accertamenti esperiti hanno evidenziato che la totalità del personale impiegato, sette lavoratori, era completamente in nero, e che la produzione tessile era destinata ad una società vicentina”.

E’ stato anche accertato che ben quattro dei lavoratori cinesi erano clandestini. E’ scattata per loro quindi la  denuncia alla Procura della Repubblica di Vicenza per soggiorno illegale nel territorio dello Stato. Segnalazione all’Autorità Giudiziaria, naturalmente, anche per il titolare della ditta, per aver ammesso al lavoro persone senza un regolare permesso di soggiorno.

“Sono state riscontrate – spiegano ancora le Fiamme Gialle – violazioni alla normativa sul lavoro, che prevedono per ogni lavoratore l’applicazione della cosiddetta maxi sanzione, da € 3.900 a € 15.600. Inoltre, considerato che il numero di operai in nero sorpresi a lavorare era superiore al 20% del totale, i finanzieri hanno segnalato alla Direzione territoriale del lavoro di Vicenza la “sussistenza dei requisiti per la sospensione dell’attività lavorativa fino al pagamento delle sanzioni amministrative connesse alle irregolarità riscontrate”.

Operazioni analoghe era state effettuate dalla Guardia di Finanza di Vicenza, nello scorso mese di marzo, a Creazzo, Montecchio Maggiore, Cornedo Vicentino e Villaga, nel corso delle quali venne accertato l’impiego di altri sette operai completamente in nero, tutti provenienti dalla Cina ed impegnati, specialmente nelle ore notturne, nella produzione di capi di abbigliamento e di accessori. In uno di quei casi vennero accertate anche gravi violazioni alla normativa sulla sicurezza dei lavoratori e venne sequestrato il capannone.

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