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Imposta di soggiorno, a Vicenza parte un altro esperimento

Come già anticipato ad aprile, da domani entrano in vigore i nuovi importi della tassa di soggiorno. L’imposta è pensata per finanziare gli interventi in materia di turismo, sostenere le strutture ricettive, migliorare la fruizione e il recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché ottimizzare le manutenzioni e i servizi pubblici locali.

C’è anzitutto da dire che la tassa colpisce solo i non residenti nel comune di Vicenza, e per un massimo di 5 notti, consecutive o non, nella stessa struttura ricettiva e nello stesso mese. Non si tratta però di una quota forfettaria, ma ci sono distinzioni di diverso tipo. La prima riguarda il dove si sceglie di pernottare. Se il turista predilige la soluzione campeggio o ostello deve pagare solo 50 centesimi a notte; se invece la scelta cade su strutture extra-alberghiere, come affittacamere, convitti, alloggi, appartamenti, bed&breakfast e residence, la tassa sale fino a 2 euro.

Si differenziano poi anche i casi di chi pernotta nelle strutture alberghiere, con una tassa che aumenta all’aumentare del valore della camera prenotata. I clienti individuali pagano 1 euro a notte in camere con prezzo fino a 15 euro per persona; 1,50 euro per camere con prezzi da 15,01 a 25 euro; 2 euro per camere da 25,01 a 70 euro; 2,50 euro per camere da 70,01 a 130 euro; 3 euro per camere con prezzo superiore ai 130 euro.

Per i gruppi organizzati infine, quelli composti da oltre 20 paganti, l’imposta di soggiorno è modulata in ulteriori tre fasce: la prima con imposta di 50 centesimi a persona per pernottamento in camere con prezzo fino a 25 euro a persona e la seconda con imposta di 1 euro per camere con prezzo da 25,01 a 55 euro. Se il prezzo della camera è ancora superiore, si applicherà invece l’imposta prevista per i clienti individuali.

Un sistema di tassazione abbastanza macchinoso dunque, che ha sicuramente il pregio di inserire una tassa proporzionale ai servizi richiesti, ma che mostra sicuramente ancora margini di perfezionamento. Ne sembra convinto anche il vicesindaco e assessore alla crescita Bulgarini d’Elci: “In accordo con gli albergatori – dice il vicesindaco –, abbiamo intenzione di avviare una seconda fase di sperimentazione dell’imposta di soggiorno. In particolare vorremmo elaborare nei prossimi mesi delle alternative che semplifichino il sistema tariffario”.

R.C.

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