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Terreno agricolo

Combustione sterpaglie, la norma regionale diventa nazionale

Il Consiglio regionale del Veneto apre la strada ad una norma che ora è di valenza nazionale. D’ora in poi infatti sarà possibile consumare in loco, con il fuoco, sterpaglie e ramaglie derivanti da sfalci, potature o ripuliture fondi agricoli e forestali. L’articolo, proposto dal Consiglio regionale del Veneto lo scorso 20 marzo in Finanziaria regionale, era stato impugnato a Roma, perché assimilabile alla normativa ambientale in materia di rifiuti, quindi di competenza nazionale e non regionale. Trattandosi però di una prassi necessaria in campo agricolo e forestale, utilizzata da sempre non solo in Veneto, ma in tutta la penisola, il Governo, grazie anche all’interessamento del sottosegretario Barbara Degani, l’ha ora introdotta nel Decreto ambiente.

Martino Cerantola
Martino Cerantola

“Una norma di buon senso – commenta il presidente di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola – e che va nella direzione del taglio alla burocrazia che da sempre impone agli imprenditori agricoli di stare con la testa china sulle carte per un terzo del tempo impiegato nell’attività. Un bel sospiro di sollievo, dunque, che consente alla nostra categoria di evitare di trattare i resti di sfalci e potature come rifiuti veri e propri”.

Di fatto, nel decreto, sterpaglie e ramaglie possono non essere considerate rifiuti da smaltire e quindi da tracciare, ma è possibile liberarsene con il fuoco, in loco. Due le limitazioni: va fatto in piccole quantità giornaliere, e quindi entro i tre metri steri per ettaro (ricordiamo che il metro stero è la quantità di legna accatastata nello spazio di un metro cubo), ed in periodi ed orari individuati da apposite ordinanze del sindaco competente per territorio. Inoltre la norma impone un’altra limitazione: “nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata”.

Costantino Toniolo
Costantino Toniolo

Alla soddisfazione di Coldiretti si aggiunge quella di vari esponenti del mondo politico veneto, tra i quali Costantino Toniolo, presidente della prima commissione in Consiglio regionale. “Dalla notte dei tempi – ricorda Toniolo – i nostri padri bruciavano sterpaglie e ramaglie sui campi della pianura, sui terrazzamenti delle colline e delle Prealpi, per pulire e nutrire il terreno. Purtroppo questa pratica è stata vietata recentemente da alcune normative volte a preservare il patrimonio boschivo contro il rischio di incendio e da altra normativa sul trattamento dei rifiuti. Diversi contadini che hanno proseguito con questa pratica tradizionale si sono dovuti difendere in sede penale.

“Ora, – continua l’esponente del Nuovo Centro Destra – il Decreto Ambiente emanato la settimana scorsa, rende possibile consumare con il fuoco in loco sterpaglie e ramaglie derivanti da sfalci, potature o ripuliture dei fondi agricoli e forestali. Naturalmente, deve essere fatto in sicurezza. Un bel sospiro di sollievo per agricoltori e boscaioli, che altrimenti avrebbero dovuto trattare i resti di sfalci e potature come rifiuti veri e propri: una complicazione purtroppo nata sul piano burocratico e contraria al buon senso”.

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