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Da sinistra: Vincenzo Marinese (Confindustria Veneto) Massimiliano Trovato (Istituto Bruno Leoni) e Franco Bonesso (Anci)
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Ciclo dei rifiuti, Confindustria Veneto chiede più concorrenza

Aumentare la concorrenza nel settore dei servizi pubblici di gestione dei rifiuti, per una maggiore qualità e costi ridotti per cittadini e imprese. E’ la richiesta di Confindustria Veneto allo Stato e agli enti locali, espressa oggi durante il workshop “Stati generali della concorrenza e del libero mercato nei servizi pubblici di gestione dei rifiuti”, organizzato dagli industriali veneti presso la sede di Confindustria Padova. All’incontro erano presenti, tra gli altri, Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria nazionale, Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Veneto, e Vincenzo Marinese, delegato all’Ambiente di Confindustria Veneto.

Roberto Zuccato
Roberto Zuccato

L’incontro ha evidenziato le ricadute negative in termini di tutela della concorrenza e di costi tariffari dovute alla situazione di monopolio nul settore da parte di società a capitale pubblico e al ricorso da parte dei Comuni agli affidamenti diretti.

“Lo Stato – ha detto il presidente di Confindustria Veneto – deve regolare e controllare alcuni fondamentali settori della sfera pubblica, ma crediamo che il suo ruolo non debba essere quello di gestire in house questi servizi. La poca concorrenza in importanti settori del nostro sistema economico costituisce un costo per il paese e un freno alla competitività che non possiamo più permetterci. Dobbiamo quindi avere il coraggio di cambiare la struttura di questi mercati, riducendo le rigidità ed eliminando le rendite di posizione. Siamo convinti che l’introduzione delle regole della concorrenza nel pubblico possa favorire la competizione tra le imprese e, di conseguenza, l’efficienza e la riduzione dei costi per i cittadini. Per questo chiediamo con forza un arretramento dello Stato e degli Enti pubblici locali dalla gestione diretta dei servizi sui rifiuti”.

Tra le proposte di Confindustria Veneto per porre rimedio alla situazione, la reintroduzione della regola della gara per l’affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. La gara è infatti una procedura in grado di garantire parità di condizioni tra le imprese e consentire l’individuazione dell’offerta migliore, sia dal punto di vista della qualità delle prestazioni, sia riguardo ai costi da sostenere. Un’altra proposta è quella di reintrodurre un regime transitorio di cessazione anticipata per gli affidamenti diretti in essere, e la sua estensione alle società pubbliche quotate.

Per gli industriali veneti la tutela della concorrenza e dell’efficienza passa inoltre attraverso il divieto di partecipazione alle gare per le società che godono di affidamenti diretti e il divieto per le società in house di eseguire attività diverse dai servizi pubblici loro affidate dagli Enti soci. Dal punto di vista della governance, pare necessario individuare ambiti territoriali ottimali di governo, che consentano una organizzazione e regolazione efficace.

Per evitare allungamenti di filiera ed esternalizzazioni, con il relativo aumento dei costi per i cittadini, Confindustria Veneto propone anche di vietare agli Enti pubblici di affidare servizi in house a società partecipate che non sono in grado o non intendono erogare i servizi con proprie risorse. Un incentivo agli Enti locali, infine, a mettere in campo strumenti efficaci di ricerca dell’evasione dei tributi locali, per contenere gli effetti negativi derivanti dalla introduzione della Tari, l’attuale tassa sui rifiuti.

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