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Vicenza, un maggio di eventi alla biblioteca internazionale La Vigna

Inizio maggio di grande attività per la Biblioteca La Vigna di Vicenza, uno dei poli culturali cittadini più frequentati e attivi. Domenica 4 maggio alle 18.30 il presidente dell’istituzione e già assessore alla cultura di Vicenza, Mario Bagnara, introdurrà alla libreria Galla in corso Palladio la presentazione del libro del veneziano Alessandro Marzo Magno “Il genio del gusto. Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo” (Garzanti). Lettura interessante e curiosa per tutte le età per capire come la nostra cucina sia stata in grado di accogliere lavorazioni e ingredienti da tutto il mondo per reinventarli, costruendo attorno al cibo una cultura originale e una identità collettiva. Veniamo così a sapere che la pasta ha origini arabe, che la pizza era preparata già dagli antichi greci e che quando facciamo colazione al bar con caffè e croissant assaporiamo una bevanda turca con un dolcetto che simboleggia la bandiera ottomana.

La grandezza del genio italiano è sempre stata quella di reinterpretare l’esotico, mescolarlo col casalingo e poi diffonderlo in tutto il mondo: la forchetta arriva a Venezia da Bisanzio ma è dall’Italia che si diffonde nel resto d’Europa; i bufali giungono in Campania e nel Lazio dall’Asia e poi la mozzarella conquista tutti i continenti; il barolo diventa il vino dei re e la produzione di prosecco si sta avvicinando a quella dello champagne. Ma Alessandro Marzo Magno racconta anche storie di innovazione e coraggio imprenditoriale tutte italiane: il carpaccio, inventato nel 1963 da Giuseppe Cipriani fondatore dell’Harry’s Bar a Venezia; la macchinetta per il caffè espresso, nata dall’inventiva di un fonditore di alluminio che osservava la moglie fare il bucato; e la Nutella, il cui primo barattolo nacque nell’aprile 1964, esattamente cinquant’anni fa. Al termine della presentazione sarà offerta ai presenti una degustazione di vini e pasticceria locali.

Mercoledì 7 maggio alle 18 la Biblioteca ospiterà un’altra presentazione, stavolta molto vicentina: il libro “Antiche famiglie di Asiago: storia origine genealogia. Alle origini di una comunità rurale” di Massimo Paganin. Il volume è il risultato di quattro anni di ricerche negli Archivi di Stato di Vicenza, Bassano e Padova, l’Archivio Torre della Biblioteca Bertoliana di Vicenza e l’Archivio Capitolare di Vicenza. Iniziato come lavoro di ricerca genealogica sulle più antiche famiglie del capoluogo altopianese, la frequentazione dei vari Archivi ha permesso di realizzare un’opera di più ampio respiro nella quale, alle schede compilate per ciascuna famiglia, si affianca un ampio inquadramento storico introduttivo. L’introduzione storica, che abbraccia per i periodi più antichi tutto l’Altopiano per concentrarsi poi esclusivamente su Asiago, consiste nell’analisi e comparazione dei documenti finora editi relativi al periodo medievale fino alla prima metà del Duecento. Il volume è stato realizzato esclusivamente sulla base della consultazione e analisi di quasi duemila documenti e, pur essendo focalizzato su Asiago, è di particolare interesse anche per i Comuni Altopianesi perché dalla storia delle singole famiglie si riesce ad avere un esaustivo spaccato della vita di un’intera comunità a cavallo tra Medio Evo ed Età Moderna. Dopo i saluti iniziali di Mario Bagnara e di Roberto Rigoni, assessore alla cultura del Comune di Asiago, interverranno Giovanni Marcadella, direttore dell’Archivio di Stato di Vicenza, e l’autore Paganin.

Infine venerdì 9 maggio alle 15 alla Vigna si terrà il seminario “La Terra Promessa. I giovani contadini e la terra”. Sarà un excursus attraverso il mondo dell’agricoltura, oggi investito da una domanda di lavoro figlia del disagio sociale e della crisi da un parte e dall’emergere di nuove sensibilità dall’altra. Sono sempre più numerosi, infatti, i giovani che decidono di ritornare o avvicinarsi per la prima volta alla terra. Se fino a poco tempo fa padri e nonni raccomandavano a figli e nipoti di studiare e laurearsi, oggi sono in netto aumento gli allievi degli istituti agrari e gli iscritti alle Facoltà di Agraria. E il fenomeno non è solo italiano. Troppo presto forse per dichiarare finito l’esodo dalle campagne, ma qualcosa sta cambiando. L’attenzione e l’attrazione verso la terra e verso il mondo contadino da parte di molti giovani è quasi una rivincita delle campagne stesse. All’alba del terzo millennio il mondo contadino si presenta in forme nuove e inaspettate, come risposta a nuove sensibilità anche da parte dei consumatori, sempre più attenti ai prodotti in comercio. Dopo gli interventi diei numerosi relatori si potranno ascoltare anche le esperienze dirette di alcuni giovani contadini.

Alessandro Scandale

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