giovedì , 16 Settembre 2021
Marshall Allen
Marshall Allen

Vicenza Jazz, gran finale con la Sun Ra Arkestra e Wayne Horvitz

Gran finale questa sera per l’edizione 2014 del Vicenza Jazz Festival. In questo sabato 17 maggio arriverà infatti la formazione che ha fornito la linea guida dell’intero programma festivaliero: la Sun Ra Arkestra. Coi suoi quattordici musicisti guidati dal sassofonista Marshall Allen, storico braccio destro di Sun Ra, l’Arkestra darà vita a una performance che sarà un tripudio di poliritmie e incursioni solistiche a piede libero, il tutto rinforzato dalla presenza scenica dell’orchestra, coi suoi tipici costumi dalla sfavillante policromia. In apertura di serata è inoltre previsto un piano solo di Wayne Horvitz: rara occasione per ascoltare dal vivo un musicista fondamentale per il rinnovamento delle sonorità jazzistiche nella New York degli anni Ottanta e Novanta.

Appuntamento conclusivo anche per il jazz club al Bar Borsa (ore 22, ingresso libero), con il jazz di ispirazione ornettiana dell’EPI Quartet, ovvero Cristiano Arcelli (sax), Fulvio Sigurtà (tromba), Stefano Senni (basso elettrico) e Alessandro Paternesi (batteria). Nella sua giornata conclusiva Vicenza Jazz 2014 tornerà a diffondersi per un’ultima volta sul territorio cittadino. Oltre alla sempre vivace scena dei numerosi jazz club, in occasione della notte dei musei la musica percorrerà le strade grazie alla Sauro’s Band, che inizierà il suo viaggio alle 21 dal Museo del Risorgimento per scendere poi in centro storico.

Ci saranno poi due importanti occasioni di incontro, entrambi a Palazzo Bonin Longare. Alle 8 inizierà il convegno “Il momento presente. Prospettive e applicazioni della Musicoterapia oggi”, a cura del Centro Studi di Musicoterapia Alto Vicentino. Alle 14 invece inizierà il convegno a cura di I-Jazz, che quest’anno dirigerà l’attenzione sulla situazione dell’organizzazione jazzistica nel Veneto e dintorni: “I Festival Jazz del Triveneto”.

Come al solito, andiamo adesso a conoscere più da vicino gli artisti. La Sun Ra Arkestra è il lascito di Sun Ra, arrivato tra noi nel 1914 e ripartito per altri mondi nel 1993. Il linguaggio un po’ esoterico è d’obbligo, perché di misteri e formule rituali, linguaggi mistici e gesti cabalistici si ammanta la biografia di Sun Ra, come la musica della sua Arkestra. Per quattro decenni Sun Ra ha istruito i suoi musicisti a improvvisare come fossero un’unica mente. Così poteva costruire pezzi musicali dalle sembianze di variazioni caleidoscopiche, sia per l’estemporaneità dei gesti sonori che per gli accostamenti stilistici sorprendenti. Gli improvvisi travasi dallo swing vecchia maniera al free più avanzato, nelle mani di Ra, producevano l’effetto onirico e mozzafiato di un salto tra due galassie.

Dopo la scomparsa di Ra, la Arkestra ha continuato la sua missione. Alla consolle dei comandi di questa coloratissima astronave musicale, che ancora oggi sfoggia i suoi celebri e pittoreschi costumi di scena, c’è ora il sassofonista Marshall Allen (nato nel 1924; si fa presto a fare i conti: un indomito novantenne), collaboratore di Ra e guida dei fiati dell’Arkestra sin dagli anni Cinquanta. Ogni concerto della Sun Ra Arkestra è un fatto musicale memorabile e unico: è infatti leggendaria l’irriverenza dei suoi musicisti verso la prevedibilità e la routine.

E veniamo a Wayne Horvitz, newyorkese, nato nel 1955, la cui formazione pianistica è stata prevalentemente da autodidatta, cosa insolita per questo strumento, anche in ambito jazzistico. Horvitz si affaccia sulla scena musicale di New York negli anni ottanta e la fortuna lo pone al fianco di una serie di musicisti che hanno segnato le sorti della musica creativa: Bobby Previte, Butch Morris, Fred Frith, Elliott Sharp. Su tutte queste collaborazioni primeggia però quella con John Zorn, in particolare all’interno dei dirompenti Naked City e nell’epocale formazione Cobra. In queste compagnie, Horvitz ha rotto il muro del suono che separava il jazz dalle espressioni più estreme del rock: dal noise al metal. Sulla stessa lunghezza d’onda creativa sono le formazioni dirette dal pianista: i President, i Pigpen, il trio con Morris e Previte. Trasferitosi sulla West Coast, Horvitz ha preso poi le distanze dall’avanguardia newyorkese, dedicandosi anche alla composizione per organici di musica colta e contemporanea, incluso il Kronos Quartet.

La musica dell’EPI Quartet invece nasce dalla curiosa penna dei componenti del gruppo, prendendo spunto da sonorità entrate nella leggenda della musica afro-americana: quelle del quartetto di Ornette Coleman con Don Cherry. La più concisa e meritoria definizione di Fulvio Sigurtà viene dall’edizione 2012 del referendum Top Jazz, che semplicemente lo ha incoronato “miglior nuovo talento” del jazz italiano. Il trombettista bresciano, del resto, fa un po’ lo straniero in patria, visto che risiede ormai da tempo a Londra. Formatosi come trombettista classico, Sigurtà imbocca la via del jazz nel 1998, sotto la guida di Paolo Fresu. A partire dal 2007 la sua attività prende una improvvisa e inarrestabile accelerazione: oltre alle numerose collaborazioni inglesi (tra cui la Guildhall Big Band, John Taylor, Keith Tippett), inizia a fare capolino sulla scena italiana, partecipando al progetto “Frescobaldi per noi” di Gianni Coscia. A questa seguiranno numerose altre collaborazioni che continuano a porlo sotto i riflettori della scena musicale più influente: Sigurtà partecipa ai Sousaphonix di Mauro Ottolini, alla Unknown Rebel Band di Giovanni Guidi e ai gruppi di Andrea Lombardini e Paolo Damiani.

Ad accompagnare Sigurtà all’ombra della Basilica Palladiana ci saranno Cristiano Arcelli, sassofonista di Perugia finalista nel 2002 dell’European Jazz Contest di Bruxelles, il bassista Stefano Senni, membro stabile dei Visionari di Stefano Bollani, e infine il batterista di Fabriano Alessandro Paternesi, uno dei personaggi più in ascesa della nouvelle vague del jazz italiano.

Ricordiamo che Il festival New Conversations – Vicenza Jazz 2014 è organizzato dal Comune di Vicenza e dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, in coproduzione con Aim Vicenza e Trivellato Mercedes Benz, quindi con il contributo del Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo, nonché il sostegno di vari importanti sponsor privati.

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