Vincent Van Gogh - Uliveto (1853)
Vincent Van Gogh - Uliveto (1853) - (uno dei dipinti inseriti nella mostra vicentina "Verso Monet")

Verso Monet rilancia Vicenza. Un bilancio della mostra dei record

In questi giorni il sindaco Variati si trova a Vienna per ritirare il Premio dell’Unione Europea per il Patrimonio culturale assegnato a Vicenza per l’opera di restauro della Basilica Palladiana. Tocca allora al vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci e al curatore Marco Goldin fare un bilancio conclusivo della mostra appena conclusa e del biennio di collaborazione tra Comune di Vicenza e Linea d’Ombra, la società con a capo Goldin che ha organizzato entrambe le manifestazioni artistiche del centro cittadino.

Il “quarto ed ultimo tempo” del progetto espositivo biennale si è concluso infatti domenica 4 Maggio. Le sedi di Vicenza e Verona si sono alternate nell’ospitare prima la mostra Raffaello verso Picasso dedicata ai volti, poi quella paesaggistica dal titolo Verso Monet. In conferenza stampa il confronto tra le due città è stato inevitabile, e stupisce piacevolmente constatare la netta vittoria di Vicenza in termini di afflusso di pubblico, sia per quanto riguarda il numero totale sia considerando la media giornaliera.

Marco Goldin
Marco Goldin

Goldin cerca di far capire le proporzioni e l’importanza di questi numeri, sottolineando come per il novanta per cento delle mostre italiane il sogno sia quello di avere intorno ai 500 visitatori al giorno: Vicenza nei 72 giorni espositivi di Verso Monet ha contato ben 2160 ingressi giornalieri, superando in questo anche la stessa Verona, già prima sede della stessa mostra nei mesi immediatamente precedenti.

Come era accaduto in occasione di Raffaello verso Picasso, sorprende la capacità vicentina di accentuare la capacità attrattiva della città nei giorni finali di questi grandi eventi: anche stavolta ben 52 mila visitatori, ovvero un terzo del totale, si sono concentrati nelle due settimane conclusive. Una quantità di fruitori del tutto anomala, che incorona Verso Monet come mostra più visitata d’Italia degli ultimi quindici giorni, battendo addirittura La ragazza dall’orecchino di perla, che a Bologna ha fatto segnare nello stesso periodo poco più di 48 mila visitatori. Goldin sottolinea ancora che per ben due volte quest’anno è stata superata la soglia significativa delle 5000 entrate giornaliere (sabato 3 Maggio si è scavallato addirittura sopra i 6000), metro di paragone che pone Vicenza a livello delle più grandi mostre europee, contando per di più su un pubblico quasi tutto italiano.

Dopo aver snocciolato tutti i dati più significativi, a suo dire “ecclatantissimi”, Goldin ricava dai numeri delle audio guide noleggiate e da quelli dei cataloghi venduti anche la cifra qualitativa che l’esposizione ha incarnato. Le 34 mila audioguide noleggiate indicano l’interesse e l’attenzione del pubblico, che ha voluto fare un percorso ragionato sulle opere e non si è accontentato della semplice fruizione; i 20 mila cataloghi venduti testimoniano la riconosciuta qualità da parte del pubblico e il desiderio d’approfondimento suscitato.

A questo riguardo, il vicesindaco sottolinea il ruolo di volano di una mostra del genere, non solo a livello economico (uno studio dell’indotto in generale non è ancora stato completato) ma soprattutto a livello culturale, come traino per gli altri musei e le altre iniziative cittadine, dai festival stagionali ai cicli teatrali dell’Olimpico, fino ai musei stabili: tutti hanno ricavato un vantaggio dalla presenza in città di tante persone. Grazie al grande evento, Vicenza viene ora riconosciuta come meta artistica e culturale. “Dovevamo superare la mancanza di riconoscibilità che aveva la nostra città – ha detto il vicesindaco in conferenza stampa – e abbiamo scoperto una cosa che non era così scontata: la Basilica Palladiana, Monumento Nazionale, tira e attira. Continueremo ad investire in questa direzione con ancora più convinzione”.

E l’occasione di investimento sarà pressoché immediata, vista la terza mostra di Goldin già in programma, quella che, in esclusiva per Vicenza, prenderà il via dal dicembre prossimo. Oggi cominciano ad essere noti i grandi nomi presenti: Tutankhamon, Caravaggio, Van Gogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento ospiterà opere di Tiziano, Caravaggio e Rembrant, fino ai novecenteschi Bacon e Rothko, passando per Turner, Monet e Van Gogh: 120 opere previste in arrivo da più di trenta musei di tutto il mondo.

Riccardo Carli

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