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Il proscenio e le scene del Teatro Olimpico - Foto: Tango7174 (creativecommons.org/licenses/by-sa/1.0/deed.it)
Il proscenio e le scene del Teatro Olimpico - Foto: Tango7174 (Creative Commons 1.0)

Teatro Olimpico, il ritorno a Vicenza del pianista Alexander Romanovsky

Ultimo appuntamento della stagione domani, mercoledì 21 maggio, al Teatro Olimpico di Vicenza,  per la rassegna Incontro sulla Tastiera. Si conclude così una stagione musicale intensa, che ha visto alternarsi iniziative e artisti di grande spessore. Protagonista d’eccezione sarà domani Alexander Romanovsky con cui si chiude, per così dire, il cerchio in modo perfetto, nella stessa nobile cornice palladiana del Teatro Olimpico dove l’associazione vicentina ha  inaugurato il ciclo di concerti lo scorso ottobre con Igor Roma. Due pianisti internazionali, due grandi virtuosi, due artisti conosciuti giovanissimi e divenuti nel tempo cari amici di Incontro sulla Tastiera.

Alexander Romanovsky
Alexander Romanovsky

Certamente una grande soddisfazione poter riproporre a Vicenza un artista dell’altezza di Romanovsky, quello stesso pianista-bambino che il grande maestro Giulini ebbe modo di apprezzare proprio all’Olimpico ad un concerto della stessa associazione più di 15 anni fa, preconizzandone un brillante futuro. E a buona ragione, vista la vittoria, tre anni dopo, a soli 17 anni, al Concorso pianistico F. Busoni che lo ha definitvamente lanciato sulle scene internazionali. Il programma proposto per la serata di domani è incentrato su due compositori, Rachmaninov e Tchaikovsky.

Del primo verranno eseguite le due Sonate per pianoforte solo, che ben rappresentano lo spirito dell’artista, forse una delle ultime incarnazioni della figura di concertista-compositore dell’epoca tardo-romantica, secondo la grande tradizione di Liszt e di Busoni. Rachmaninov fu un superbo virtuoso della tastiera e riversò innanzitutto nelle composizioni per pianoforte il suo mondo espressivo e il suo temperamento introverso e scontroso, incurante e quasi sprezzante verso ogni novità che fermentava nella vita musicale, nel primo trentennio del Novecento.

Per la Sonata n.1 vorremmo citare le stesse parole dell’autore: “Questo lavoro è naturalmente selvaggio e come infinito. L’idea base è costituita da due caratteri contrapposti che si richiamano ad un soggetto letterario, il Faust. Naturalmente non ho scritto una musica a programma nel vero senso della parola anche se si comprenderà meglio il senso della Sonata se si terrà presente tale soggetto. Nessuno si azzarderà mai ad eseguire tale lavoro perché è troppo difficile, lungo e discontinuo sul piano musicale. Sono stato tentato di trarne una sinfonia ma questo proposito si è rivelato impossibile poiché il motivo è tipicamente pianistico». La grande Sonata n. 2, poi, è opera di grande complessità musicale, scritta dal compositore nel 1913 e rielaborata, con alcuni tagli, nel 1931, per renderla più adatta all’esecuzione di fronte al pubblico. Questa pagina, così grandiosa e tecnicamente impervia, ebbe come celebre interprete Vladimir Horowitz, che ne ideò una terza versione, la cui esecuzione fu ritenuta da tutti esemplare. Lo stesso Rachmaninov ebbe a dire: «Egli suona la mia seconda sonata meglio del suo compositore”.

Di Tchaikosky, autore moderno e senza tempo, saranno eseguiti Giugno, Luglio e Agosto, da “Le Stagioni”, op. 37, e “Dumka”, op. 59. I primi, riportanti i sottotitoli rispettivamente di “Barcarola”, “La canzone dei falciatori” e “Il raccolto”, sono tratti da quelli che furono nominati “12 pezzi ispirati a tenerissima e sognante malinconia”. Il secondo, Dumka, riporta invece il sottotiolo “scena rustica russa in do minore per pianoforte” e presenta cartteristiche tipiche della tradizione musicale popolare russa. Letteralmente dumka significa “pensiero”, e si riferisce a ballate epiche slave, essenzialmente melanconiche. Vi si trova tutto quello che un coreografo potrebbe desiderare: nostalgia, gioia, danza sfrenata, celebrazione dei piaceri della vita, mescolati ad un tono di indescrivibile tristezza. Tchaikosky diceva “Amo la campagna russa, più di ogni altra e per me il paesaggio russo in inverno ha un fascino incoparabile”. Un programma, quindi, tutto da gustare e riscoprire dalle abili mani dell’affascinante artista ucraino. Il concerto gode del patrocinio della Fondazione Giuseppe Roi. Inizio ore 21.00.  Prevendita Pantharei. Info su www.incontrosullatastiera.it.

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