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Una manifestazione contro l'omofobia - Foto Dedda71 (creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.it)
Una manifestazione contro l'omofobia - Foto Dedda71 (creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.it)

Si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia

Si celebra domani , 17 maggio, in tutto il mondo, e quindi anche nella nostra provincia, la Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia, chiamata Idaho, acronimo che sta per International Day Against Homophobia and Transphobia. Varie le iniziative previste dai nostri comuni, a cominciare da quello di Vicenza dove la Basilica palladiana verrà abbracciata da un grande girotondo organizzato da associazione Delos, Arcigay 15 giugno Vicenza, Rete Genitori Rainbow, Agedo e associazione culturale di solidarietà La Parola, in collaborazione con l’associazione Botteghe di piazza delle Erbe e l’Ufficio Pari Opportunità del Comune di Vicenza. All’evento, cui è stato dato il nome di “Un abbraccio contro l’omofobia”, possono partecipare tutti, con ritrovo alle 17 in piazza delle Erbe.

Anche Schio celebra questa giornata, dopo che l’amministrazione comunale, con una delibera della giunta, ha ufficialmente dato la propria adesione. “L’adesione – si legge nella delibera – ribadisce il riconoscimento, da parte del Comune di Schio, del valore della diversità, della tolleranza, del rispetto della persona e la volontà di impegnarsi a lavorare contro ogni tipo di discriminazione”.

La prima Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia ha avuto luogo il 17 maggio 2005, a 15 anni esatti dalla storica data del 17 maggio 1990, quando l ’omosessualità venne rimossa dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dalla World Health Organisation, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Venne così iniziato il cammino verso il superamento del pregiudizio scientifico e della discriminazione sociale nei confronti di lesbiche e gay. L’obiettivo della Giornata è soprattutto quello di promuovere e coordinare eventi di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare ogni forma di violenza fisica, morale o simbolica, legata all’orientamento sessuale”.

Merita comunque, al di là degli enunciati, riflettere su alcuni dati riferiti al Veneto, dai quali emerge che, nel 2013, il 21,4% delle segnalazioni di discriminazione con rilevanza penale riguardava l’orientamento sessuale (fonte Oscad – Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori – Direzione centrale polizia criminale). Secondo gli Uffici dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazione razziali), che raccoglie le segnalazioni per discriminazione, delle quali solo una piccola parte è di rilevanza penale, nel 2012 le segnalazioni relative alla discriminazione per orientamento sessuale ha interessato 15 casi nel Nordest su 255 segnalazioni totali per razza, religione, disabilità, genere attribuite all’area. Dunque pare  evidente che se la discriminazione è difficile da misurare, perché il timore del discriminato supera la volontà di giustizia, l’omofobia è ancora più difficile da stimare.

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