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“Tra rogge e cemento”, da domani una mostra itinerante a Marostica

L’assessorato all’ambiente del Comune di Marostica, in collaborazione con la Consulta per l’ambiente di Rosà, ha organizzato per domani, venerdì 16 maggio, alle 20,30 presso la chiesetta di San Marco, una serata dedicata alla trasformazione del territorio. L’occasione è data dalla presentazione di una mostra itinerante che ha per titolo Tra Rogge e Cemento, la trasformazione del territorio nell’alta pianura veneta. Nella serata, oltre alla presentazione della mostra, vi sarà l’intervento del professor Domenico Patassini, sul tema: Paesaggio e governo del territorio. Parlerà delle figure del paesaggio come strumento per conoscere i caratteri del territorio e poter poi definire le regole di trasformazione dello stesso.

“E’ questa un’opportunità importante – ha spiegato Giuseppe Loris Marchiorato, assessore all’ambiente del Comune di Marostica – anche per capire e conoscere quali sono gli aspetti peculiari del nostro ambiente e comprendere quanto sia necessario avere un approccio serio ed adeguato nel processo della trasformazione del nostro bene principale: il territorio in cui viviamo e lavoriamo, consapevoli di doverlo poi consegnare alle future generazioni nella miglior maniera possibile soprattutto per quanto riguarda gli aspetti legati alla vivibilità e sostenibilità ambientale”.

La mostra, composta da 18 pannelli fotografici, sarà poi ospitata nelle sale della biblioteca civica fino al 15 giugno. Il progetto Tra rogge e cemento viene pensato, in principio, dalla Consulta per l’ambiente come una serie di iniziative da realizzarsi all’inizio dell’estate del 2013.

“L’idea – ha ricordato Mario Baggetto, coordinatore della Consulta per l’ambiente – muove da alcuni interrogativi: come percepiscono le persone, specie i giovani, il cambiamento che il paesaggio veneto ha subito nell’ultimo mezzo secolo? Il consumo di suolo, la sostituzione del tradizionale paesaggio rurale con un tipo di insediamento moderno e produttivo ma disordinato e disomogeneo, quali sentimenti suscitano in coloro che vi abitano? La bellezza è davvero soltanto nell’occhio di chi guarda, oppure è possibile riferirsi ad un’armonia e ad una disarmonia oggettive rispetto ai luoghi? Alla luce di questo, quanto è importante, al fine di vivere bene, la bellezza dell’ambiente che ci circonda? La terra su cui posiamo i piedi può essere davvero trattata come mero sostrato produttivo e nulla più?”

“La mostra – ha concluso Baggetto  – è il tentativo di documentare la trasformazione avvenuta attraverso dati, immagini e testimonianze. Il territorio considerato come campione di un fenomeno comune a tutta la pianura veneta, è compreso tra il fiume Astico, i paesi di San Giuseppe e Rossano Veneto verso est, la fascia pedemontana a nord, e verso sud non supera i paesi di Bressanvido e Pozzoleone. Su quest’area, quella che noi conosciamo meglio, abbiamo posato la lente d’ingrandimento. L’esito della ricerca serve ora a rivolgere ai nostri concittadini e compaesani quelle stesse domande da cui noi siamo partiti, e che insistiamo a porre anche a noi stessi”.

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