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Diego Poloniato al lavoro
Diego Poloniato al lavoro

Un pomeriggio a Vicenza con l’arte di plasmare “cuchi”

Cosa è e come si fa un cuco. Lo si può scoprire oggi, allo spazio ViArt, in Piazza delle Erbe a Vicenza. Dalle 16 alle 19, infatti, sarà a disposizione dei visitatori l’artista artigiano Diego Poloniato, che con le sue dimostrazioni e i suoi consigli aiuterà chi, plasmando l’argilla, vorrà provare a realizzare il proprio oggetto fischiante. Il cuco è probabilmente il primo giocattolo sonoro dell’antichità, e anche nel Vicentino era l’umile, variopinto giocattolo dei bimbi poveri, che lo potevano trovare nelle bancarelle delle sagre paesane. Per i giovani invece, come ricorda la tradizione della sagra di San Marco sull’Altopiano di Asiago, era un pegno d’amore.

Grazie al fischio che se ne ottiene soffiandoci dentro,  attraverso i secoli il cuco, oltre che essere considerato un portafortuna, ha assunto varie simbologie, la maggior parte delle quali legate al suono distensivo che emette, evocando il canto primaverile del cuculo nei boschi, richiamo d’amore e di giovinezza. Nel territorio di Nove, i cuchi appaiono spesso cavalcati da soldati evocanti la presenza delle truppe napoleoniche: per rifarsi dei saccheggi e delle uccisioni subite, la popolazione infatti raffigurò i militari stranieri a cavallo di un cuco che nel dialetto veneto è anche un termine dispregiativo per indicare una persona stupida.

Grazie allo stimolo dato da Gino Barioli, direttore del Museo Civico di Vicenza negli anni ’60, in quel periodo iniziò anche la produzione di arcicuchi, manufatti di notevoli dimensioni, provvisti di numerosi fischietti di varia modulazione sonora, inseriti in un’unica camera d’aria con la funzione di cassa armonica. La tradizione di produrre cuchi e arcicuchi si è così tramandata nel tempo, modificata e rivista nella forma, nelle dimensioni, nei soggetti, nei colori, da parte di ogni artigiano o artista. Quelli di Diego Poloniato, maestro cucàro di Nove, sono presenti in collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, compreso il noto Museo dei Cuchi di Cesuna sull’Altopiano di Asiago.

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