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il ponte sul Tesina, a Torri di Quartesolo, il 26 dicembre scorso

Pioggia e preoccupazione in questo… autunnale maggio

Anomala ed anche preoccupante, oltre che fastidiosa, l’ondata di maltempo che ha colpito in questi giorni le nostre regioni. Anomala perché il mese di maggio difficilmente riserva queste sorprese, preoccupante perché si teme che una stagione invernale già difficile sotto il profilo idrogeologico non sia in realtà ancora finita. E finisce invece che siamo noi a tener d’occhio i fiumi, e comunque a preoccuparci perché i campi si stanno trasformando in pantani a causa dei temporali e delle lunghe ore di precipitazioni incessanti.

Il presidente della Regione Luca Zaia
Luca Zaia

Anche la Regione Veneto non è del tutto tranquilla, tanto che è in corso di predisposizione, e potrebbe essere firmato già nelle prossime ore, un decreto con il quale governatore, Luca Zaia, “dichiara lo stato di crisi per gli straordinari eventi atmosferici che hanno colpito numerosi comuni veneti, segnatamente della Bassa Padovana, a partire dagli ultimi giorni di aprile”.

La notizia, della quale riportiamo testualmente un passo, viene dallo stesso presidente della Regione che, assieme all’assessore regionale alla Protezione civile, sta seguendo l’evolversi della situazione. “Il decreto – si legge in una nota di Palazzo Balbi – autorizzerà anche il prelievo, dal Fondo regionale di Protezione civile, di risorse, presumibilmente circa 500 mila euro, per far fronte all’esecuzione di interventi d’urgenza di pubblica utilità e alle attività di soccorso della popolazione colpita”.

“Dall’inizio di questo ennesimo evento atmosferico eccezionale – ci fa sapere, concludendo, la Regione Veneto – sono impiegati nelle operazioni di soccorso circa 500 volontari della Protezione Civile, dei quali almeno 100 per volta 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, ed è stata attivata la Sala operativa regionale di emergenza.

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