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Un celebre fotogramma del film "Tempi Moderni", di Charlie Chaplin
Un celebre fotogramma del film "Tempi Moderni", di Charlie Chaplin

Primo Maggio, iniziative e riflessioni sul lavoro a Vicenza

Primo maggio, a Vicenza festeggiato da Cgil, Cisl e Uil con la proiezione di tre film emblematici su questo tema, in saletta Lampertico, al Cinema Odeon, in centro città.  Saranno proiettati: alle 17, Tempi moderni, di Charlie Chaplin; alle 19, The Take, documentario di Avi Lewis e Naomi Klein sullo sfascio della vita sociale argentina durante la crisi del 2001. Infine, alle 21, Il Grande Capo, di Lars Von Trier. L’entrata è gratuita. “Quest’anno – ha commentato la segretaria generale della Uil vicentina, Grazia Chisin, – vogliamo festeggiare il Primo maggio con degli spunti per riflettere sui vari aspetti del lavoro, un momento di socialità che ci permetta di rielaborare il concetto fondamentale del diritto al lavoro sancito anche in un articolo della nostra Costituzione”.

Ma Cgil, Cisl e Uil colgono l’occasione di questa giornata anche per portare l’attenzione sulla questione del lavoro festivo nel commercio e nei servizi, che ha caratterizzato anche quest’anno non solo le domeniche ma anche il 25 aprile e la giornata di oggi. “Lavorare la domenica e nei festivi – ha sottolineato Grazia Chisin – non ha portato ad una crescita del settore della grande distribuzione. Chiediamo che la materia venga regolata dalle Regioni, realtà più vicine al territorio rispetto allo Stato. Dobbiamo salvaguardare il diritto al riposo delle commesse per rispettare i valori sociali e familiari”.

Presentando nei giorni scorsi le iniziative di questo primo maggio, Cgil, Cisl e Uil, rappresentate oltre che da Grazia Chisin anche da Giampaolo Zanni (Cgil) e Gianfranco Refosco (Cisl), hanno affrontato anche altri temi scottanti, quali quello della Cassa integrazione in deroga. “Gli ammortizzatori in deroga – ha ricordato Gianfranco Refosco, segretario generale della Cisl – sono stati strumenti indispensabili per gestire la crisi negli ultimi 5 anni. Chiediamo che Governo e Parlamento stanzino ulteriori risorse per le coperture e che sblocchino i finanziamenti già attivati. Purtroppo tante persone aspettano da mesi gli assegni che spettano loro”.

Nel Vicentino le aziende che hanno fatto richiesta di Cig in deroga sono 5078 (di cui 3400 artigiane, 57 cooperative, 900 tra ditte del commercio e studi professionali, 700 dell’industria per apprendisti). Ovvero un quarto delle aziende venete. Le ore di Cig in deroga richieste sono state 54,5 milioni (su 208 milioni di ore chieste dalle aziende venete). Le ore utilizzate sono state 14,7 milioni (sulle 59,5 milioni di ore effettivamente utilizzate in Veneto). Vicenza detiene con Treviso le prime posizioni per la Cassa in deroga a causa del tessuto industriale locale composto soprattutto da Pmi. “Purtroppo nel primo trimestre di quest’anno non c’è inversione di tendenza sulle richieste di Cassa in deroga, – ha aggiunto Refosco – e per questo motivo stiamo organizzando una mobilitazione”.

A livello veneto, mancano 90 milioni di euro anche per la mobilità in deroga, ovvero la somma che va ai lavoratori licenziati nelle Pmi. Intanto per la nostra regione sono stati stanziati 35 milioni di euro per la Cig in deroga del 2014: “ma serviranno a saldare e a chiudere i conti del 2013. – hanno detto Zanni, Refosco e Chisin – Ci appelliamo al Governo e al Parlamento perché si faccia presto”.

Nei giorni scorsi, più precisamente il 28 aprile, si è celebra infine la Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro, data stabilita dall’organismo internazionale del lavoro in seno all’Onu. A ricordarlo è stato Giampaolo Zanni, segretario della Cgil di Vicenza e provincia. “Nel mondo – ha detto Zanni – muoiono ogni giorno 6300 persone di incidente sul lavoro o malattia professionale. Sono 2,3 milioni di persone in un anno. Un dato clamoroso. Gli infortuni sul lavoro a livello mondiale sono 317 milioni e provocano perdite economiche pari al 4% del Pil annuo mondiale. In Italia, negli ultimi, anni la situazione è migliorata, un po’ per la crisi che ha provocato una diminuzione delle ore lavorate, ma soprattutto per la formazione e l’informazione che viene fatta. Abbiamo osservato per esempio che nel vicentino la crisi comporta un minor impegno verso la messa a norma delle macchine industriali e della formazione dei lavoratori. Una situazione questa che non deve essere tollerata”.

Zanni ha poi ricordato l’importante protocollo siglato l’anno scorso, primo e ancora unico nel Veneto, tra sindacati e Spisal delle Ulss per favorire l’attività formativa e per la prevenzione degli infortuni e malattie professionali. “Quest’anno – ha detto zanni – lanciamo una iniziativa unitaria, quattro incontri, a favore dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, sui temi della riunione periodica e del documento di valutazione dei rischi. È dimostrato che l’informazione e la formazione in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro fanno diminuire gli infortuni. In questa direzione andranno perciò gli sforzi anche del sindacato.”

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