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Più frutta nelle bevande in difesa del Made in Italy agroalimentare

La Regione Veneto chiede al Governo provvedimenti per sostenere l’aumento del contenuto di succo di frutta nelle bibite analcoliche. L’iniziativa vuole essere soprattutto una forma di tutela del Made in Italy agroalimentare, della trasparenza delle etichettature, della equità delle filiere, della competitività delle imprese del primario e della qualità delle produzioni. Proprio oggi,  su iniziativa dell’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato, la giunta veneta ha adottato una specifica delibera in questo senso, con la richiesta  che sia innalzata la percentuale minima di frutta, nei succhi e nelle bevande analcoliche, dall’attuale 12 per cento al 20 per cento.

Franco Manzato
Franco Manzato

“Il comparto del Made in Italy nelle filiere agroalimentari – ha sottolineato Manzato – è universalmente riconosciuto come una straordinaria leva competitiva ad alto valore aggiunto per lo sviluppo dell’economia nazionale,  specialmente in un momento di grave crisi nel quale si è alla ricerca di azioni e risorse per il rilancio dell’economia e della crescita occupazionale. Per questo è necessario qualificare ciò che immettiamo sul mercato e, fra i tanti prodotti italiani che chiedono norme più qualificanti, anche i succhi e le bevande a base di frutta soffrono di una normativa merceologica che banalizza la qualità, non valorizza la materia prima e non permette al consumatore di trovare prodotti di alto qualità”.

Sull’argomento si era anche espresso il Consiglio regionale, con una mozione del 7 maggio scorso, con la quale la giunta veniva impegnata a sollecitare l’aumento della percentuale di frutta effettivamente utilizzata nelle bibite che alla frutta si richiamano.

“Il Veneto – ha ricordato in proposito Manzato – è un importante produttore di frutta, con oltre 10 mila  aziende frutticole, una superficie di circa 20 mila ettari e una produzione lorda vendibile di settore di oltre 200 milioni di euro. I frutti più coltivati sono le mele, le pere, le pesche, le nettarine e il kiwi, prodotti che possono avvantaggiarsi dalla trasformazione in succhi di frutta. Sul territorio regionale sono inoltre presenti alcune aziende di trasformazione importanti a livello nazionale”.

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