Festival Biblico, va in scena a Vicenza “Madri”, con Patricia Zanco

Le storie delle donne bibliche ispirano “Madri”, inedita performance che coniuga teatro e arte contemporanea, scritta e diretta dalla critica e curatrice d’arte, Maria Teresa Ferrari. La performance, promossa nell’ambito della decima edizione del Festival Biblico che quest’anno ha come tema-icona “Le Scritture, Dio e l’uomo si raccontano”, si terrà sabato 31 maggio alle ore 21 nella chiesa di Santo Stefano a Vicenza.

Il monologo teatrale, interpretato dall’attrice Patricia Zanco con la regia della stessa Ferrari e di Riccardo Ricci, prende avvio da Eva, Madre dei Viventi, e dalla sua “scelta”, articolandosi in momenti di grande pathos che toccano pagine della nostra storia, vista attraverso le Sacre Scritture. Il testo evoca la vita di alcune Madri in Israele dando così voce alle tante donne che vengono dopo Eva, figure femminili che riempiono i racconti biblici con le loro azioni ma anche con i loro silenzi. Si arriva all’oggi con Maria di Magdala, discepola di Gesù, archetipo del femminile, “intelletto d’amore”, donna più contemporanea che mai, donna coraggiosa, che ha saputo rialzarsi e guardare avanti, anche quando tutto, nella sua vita, sembrava perduto.

Inserita nell’articolato progetto “Madri. All’origine del coraggio”, nato nel 2011 e curato dalla stessa Ferrari e da Antonia Pavesi, presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Verona, la performance richiama l’omonima mostra di Lorella Cecchini, presentata al Festival Biblico nel 2012. La performance si articola in un dialogo tra la donna antica – le nostre antenate – e quella moderna, affidando il contemporaneo all’arte in un vivace, suggestivo, ma anche forte e talvolta duro, percorso che affonda lo sguardo nella nostra storia più profonda.

Il monologo è interpretato da Patricia Zanco, attrice legata da sempre alla ricerca teatrale, anche vocale, che ama portare in scena figure di donne, siano esse mitologiche o contemporanee, da Kassandra a Tina Merlin, da Medea a Maria Callas.  “Madri”, arricchita da parole e musiche ebraiche registrate del Gruppo musicale Le’ Haim (Alla Vita), voce del chazzan (cantore Sinagogale) Angel Harkatz, è un continuo rimando tra antico e contemporaneo in cui la nostra storia si riconosce.

I momenti importanti del testo sono sottolineati da immagini e video significativi di artiste internazionali, da Marina Abramović a Vanessa Beecroft, scelte dalla stessa critica d’arte in collaborazione con Videoinsight Foundation, presieduta da Rebecca Russo, psicoterapeuta e collezionista d’arte contemporanea. Una scelta condivisa, che vede una serrata indagine, anche psicologica, tra arte e vita.  Tra i tanti linguaggi, l’arte racchiude una forza poetico visiva che bene racconta il nostro contemporaneo. Dare parola alle immagini è creare una nuova visione delle stesse che permette di sentirle come testimonianze presenti che continuano a essere vive e a parlarci.  L’arte ancora una volta si misura con la vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità