lunedì , 14 Giugno 2021

Expo 2015, cronaca di appalti annunciati. Maltauro tra gli arrestati

Primo Greganti, ovvero il famoso Compagno G, “disinvolto” funzionario dell’allora Pci-Pds, Gianstefano Frigerio, notabile DC della Milano da bere, entrambi coinvolti in Tangentopoli oltre vent’anni fa, l’ex senatore di Forza Italia Luigi Grillo, e per quanto riguarda Vicenza l’imprenditore delle costruzioni Enrico Maltauro. Sono stati tutti arrestati dalla Guardia di Finanza, assieme ad atri personaggio più o meno eccellenti, sette persone in tutto, nell’ambito di una indagine della procura di Milano su un sistema di appalti di lavori pubblici “pilotati” riguardanti l’Expo milanese del prossimo anno. Il solito vizio italiano insomma, il do ut des, clientela e corruzione, favorire gli “amici” a tutti i costi.

Enrico Maltauro
Enrico Maltauro

Oggi si è davvero avuta l’impressione di essere tornati ai tempi di Mani pulite e del famoso tintinnar di manette. Tanto che lo stesso Antonio Di Pietro, allora magistrato inquirente protagonista di quella stagione, si è sentito in dovere di intervenire e commentare gli arresti eccellenti che vi sono stati. Che siano i famosi corsi e ricorsi della storia? Se fosse così speriamo che stavolta finisca meglio, perché dagli anni di Tangentopoli sono uscite un’Italia ed una classe politica perfino peggiori di quelle che le hanno precedute.

Fanno invece quasi tenerezza (si fa per dire) coloro che si meravigliano, che quasi si stupiscono che i lavori per l’Expo milanese del 2015 abbiano potuto produrre un giro di appalti truccati, forse anche il sospetto che vi fosse una cupola che tentava di gestire tutto o quantomeno di muoversi in una situazione di diffusa illegalità. Come avrebbe potuto essere altrimenti? Soprattutto in un paese come il nostro, dove ogni grande lavoro pubblico è sempre stato un piatto succulento per faccendieri e maneggioni, per politici corrotti, senza dimenticarsi della criminalità organizzata.

E, a proposito di criminalità organizzata, oggi c’è stato anche un altro arresto eccellente, sebbene non legato all’Expo milanese. Ad essere stato svegliato all’alba dalle forze dell’ordine con le manette in mano anche l’ex ministro Claudio Scaiola, accusato di aver favorito la latitanza dell’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.

Non c’è che dire, una bella tegola che cade sulla testa del mondo politico che governa questo paese, tanto più dolorosa perché cade in piena campagna elettorale. Ed una ulteriore conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, di come il mondo della politica e quello degli affari siano legati in modo indissolubile. Attenzione però, non vogliamo affatto generalizzare, sappiamo bene che la maggioranza degli imprenditori è onesta, perfino la maggioranza dei politici forse lo è. Quello che assolutamente non va è il sistema, nel quale per altro sguazzano ed ingrassano sempre i soliti noti.

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