L’anomalo Paese del Gattopardo

Elezioni europee: 230 mila preferenze nella circoscrizione Nord est ad Alessandra Moretti, Partito Democratico vincitore assoluto e soggetto politico da oltre il 40% di peso elettorale (c’era riuscita solo la Dc nel dopoguerra, e qualcosa vorrà pur dire), serbatoio dei voti berlusconiani in larga misura svuotato (ed anche questo qualcosa vorrà pur dire). Può essere riassunto così nel nostro Paese, con un occhio doveroso alla nostra area geografica, il risultato di questa tornata elettorale che eleggeva i prossimi membri del Parlamento di Strasburgo e che concludeva una campagna elettorale nella quale ha regnato incontrastata la banalità.

Alessandra Moretti
Alessandra Moretti

Si tratta di un risultato anomalo rispetto al resto del continente, che invece vede la crescita, se non l’affermazione, delle forze di ispirazione anti europea. Ma si sa, noi siamo anomali, ad esempio siamo il paese del Gattopardo, dove tutto cambia affinché nulla cambi, e ieri, con il nostro voto, lo abbiamo confermato per l’ennesima volta.

Anzi, stavolta lo si vede chiaramente come mai in passato, soprattutto per l’evidente travaso di voti che c’è stato da Forza Italia al Pd. Solo in Italia poteva succedere. Ci chiediamo anche se per caso noi italiani davvero non siamo più creduloni degli altri, dato che sembra che un po’ di promesse ed 80 euro bastino a farci subito mettere in ginocchio di fronte ad un nuovo “uomo della provvidenza”.

Che scenario si profila dunque per il futuro se questa tendenza venisse confermata? Innanzitutto non è sicuro che questo avvenga, forse neanche probabile. La luna di miele tra Renzi e gli italiani (perché è di lui che stiamo parlando, non del Pd) non è detto che sia destinata a durare molto, specialmente se le molte promesse di cambiamento che sono state fatte non saranno poi mantenute, se non si farà davvero qualcosa per cambiare l’Italia e per liberarla dalla corruzione, dal clientelismo e dal nepotismo, dai privilegi di pochi a scapito di tutti, dalla mancanza di alternative per i giovani, soprattutto per i talenti, costretti ad andare all’estero per trovare un lavoro.

Si confermerà inoltre l’impressione, un po’ schizzofrenica, che si è avuta in campagna elettorale, di un nuovo bipolarismo in gestazione costituito da un Pd di sistema e un Movimento 5 Stelle anti sistema, entrambi con connotati sia conservatori che progressisti? In realtà anche questa lettura è forzata, poiché il connotato del conservatorismo sembra ormai doversi attribuire in toto al Pd. Sarà dunque il partito democratico, a costituire il polo conservatore e il Movimento 5 Stelle quello progressista? Forse, ed anche questo solo in Italia poteva succedere. Anzi, è già successo.

F. O.

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