mercoledì , 21 Aprile 2021
La sala giunta del Comune di Arzignano dove è stata trovata la microspia (proprio sotto lo schermo bianco)

Cosa c’è dietro le intercettazioni illegali nel Comune di Arzignano?

Spy story tesa a carpire qualche anticipazione sull’attività dell’amministrazione comunale o bassezza politica di qualche avversario dell’attuale sindaco Giorgio Gentilin, candidato ad un secondo mandato? Ai posteri l’ardua sentenza. Certo è che ad Arzignano c’è fibrillazione ed irritazione in queste ore, per la brutta storia delle intercettazioni illegali fatte a spese della giunta comunale. E’ stata infatti trovata una microspia in sala giunta, presumibilmente quella servita a registrare disinvolte conversazioni degli assessori poi postate, in forma anonima, su Youtube ed allo stesso modo inviate ad alcuni organi di stampa, a cominciare da Il Giornale di Vicenza.

Giorgio Gentilin
Giorgio Gentilin

Insomma, un macigno lanciato nello stagno, che ha provocato molte onde proprio un paio di giorni prima del voto.  Di qui l’irritazione dell’amministrazione comunale che si dice “vittima di un indecente attacco da parte di avversari  spregiudicati mossi da una motivazione che non può essere giustificata per nessuna ragione”. Ma cosa dicevano le intercettazioni? Contestualizzandole, ovvero sottolineando come capiti spesso un po’ a tutti noi, anche solo per amor di battuta, di lasciarsi andare a dire cose di cui dopo ci si pentirebbe, bisogna subito dire che le frasi intercettate sono decisamente censurabili. Un paio di esse possono essere catalogate come esternazioni di pessimo gusto, ma una invece è molto diversa poiché getta qualche ombra sulle procedure delle gare di appalto.

La cimice trovata in sala giunta ora è stata sequestrata dai Carabinieri di Valdagno, e il sindaco di Arzignano ha sporto denuncia contro ignoti per lo spionaggio illegale subito.  E’ stata anche richiesta la rimozione del file audio da Youtube, vedremo se la cosa verrà davvero fatta presto, certo è che adesso quel file è un corpo di reato come la stessa microspia.

Pier Antonio Zanettin
Pier Antonio Zanettin

“Arzignano non merita tutto questo, – si è sfogato Gentlin – la delusione è grande. I fatti incresciosi di questi giorni non possono e non devono rovinare il duro lavori di cinque anni in cui abbiamo operato con onestà, trasparenza, e senso civico”. Si è comunque limitato a poche parole il sindaco, per non violare il silenzio elettorale di oggi in una affollata conferenza stampa convocata d’urgenza per far chiarezza sulla vicenda. Al suo posto ha parlato uno degli avvocati che lo assistono nel caso, per altro un politico egli stesso trattandosi di Pier Antonio Zanettin.

Zanettin ha invece dato tutti i dettagli: la microspia trovata in sala giunta si presentava come un piccolo e semplice congegno, che poteva sembrare ad esempio una  batteria, tale quindi da passare inosservato. Era messa vicino al videoproiettore, assieme a fili e scatole elettriche di vario tipo, quindi mimetizzata. Sembra potesse trasmettere ad alcune centinaia di metri di distanza. A precisa domanda se secondo lui si trattasse della improvvisata opera di una persona poco esperta, ha risposto di no, secondo lui è opera di qualcuno che sapeva dove mettere le mani e come farlo senza farsi scoprire.

Quanto invece alle motivazioni che l’ardito intercettatore avrebbe potuto avere, abbiamo raccolto e registrato le considerazioni dell’avvocato Zanettin e le proponiamo al lettore. Cliccare play sul lettore in alto per ascoltarle.

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