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Dipendenti comunali di Vicenza, schiarita nella vicenda dei salari accessori

Questo pomeriggio il voto del Senato ha convertito in legge il decreto che mette fine alle contestazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze sul caso stipendi. Il voto in Senato riguardava il così detto decreto Salva Roma, che pur riguardando il comune della capitale si estende anche ad altri casi, tra i quali quello di Vicenza. La vicenda è nota ma rinfreschiamo rapidamente la memoria del lettore.

Si tratta delle contestazioni che il ministero ha fatto al Comune di Vicenza riguardo ai salari accessori dei dipendenti comunali, ovvero un trattamento economico aggiuntivo che i lavoratori dell’ente hanno ricevuto negli ultimi dieci anni, per altro sulla base di un accordo sindacale. Il trattamento migliorativo veniva riconosciuto  come una sorta di premio di produttività, un pagamento insomma per aver garantito un più significativo impegno lavorativo, cosa che ha permesso al Comune del capoluogo berico di tenere alto il livello dei servizi erogati.

Ma il Ministero dell’Economia ha contestato tutto questo, definendolo illegittimo, e addirittura chiedendo che i lavoratori restituissero al Comune i soldi percepiti in più durante gli anni. Per alcuni poteva trattarsi di cifre importanti. I sindacati, naturalmente, sono stati compatti nel difendere i lavoratori, quantomeno hanno promesso barricate se davvero si fosse chiesto loro la restituzione di quei soldi. Anche perché i dipendenti del Comune avevano davvero guadagnato con il loro lavoro quel denaro.

Il Comune, da parte sua, pur riconoscendo le ragioni dei suoi dipendenti, non aveva potuto fare altro che seguire le richieste ministeriali, compreso l’invio ai lavoratori, qualche mese fa, delle lettere di messa in mora. La reazione di sindacati e lavoratori era poi stata il blocco degli straordinari. Adesso, finalmente, sembra che il pericolo maggiore sia scongiurato.

“C’è grande soddisfazione per questo risultato – ha infatti commentato il sindaco, Achille Variati –. Con la conversione del decreto in legge i dipendenti del Comune non dovranno restituire nulla di ciò che hanno percepito per il loro lavoro al servizio dei cittadini. Il voto di oggi scrive la parola fine su una vicenda che avrebbe potuto colpire ingiustamente i lavoratori se non ci fosse stata una risposta decisa come quella che abbiamo prodotto”.

“Abbiamo raggiunto un obiettivo molto importante, – ha aggiunto l’assessore alla semplificazione, Filippo Zanetti, – grazie ad un gioco di squadra che ha visto i parlamentari, in particolare Giorgio Santini e Federico Ginato, ed alcune sigle sindacali, purtroppo non tutte, affiancare l’amministrazione comunale per rivendicare ciò che era stato percepito dai dipendenti con pieno diritto”.

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