Wolfgang Amadeus Mozart, nel ritratto postumo di Barbara Kraft, 1819
Wolfgang Amadeus Mozart, nel ritratto postumo di Barbara Kraft, 1819

Vicenza, il Requiem di Mozart nella Chiesa di Santa Corona

Il Coro e Orchestra di Vicenza, diretti dal maestro Giuliano Fracasso, eseguiranno domani, sabato 19 aprile, alle 17, nella Chiesa di Santa Corona, il Requiem in re minore K.626 di W.A. Mozart, un’opera di grande bellezza, la cui genesi resta avvolta in un’aura di mistero, tanto da alimentare nel tempo diverse interpretazioni di spirito romanticheggiante. L’iniziativa realizzata in collaborazione con il Comune di Vicenza è a ingresso libero.

Il Requiem è l’ultima composizione di Mozart (1791) che vi lavorò ancora sul letto di morte, lasciandola largamente incompiuta. Le circostanze misteriose in cui fu avviata la sua creazione, richiesta a Mozart da un anonimo committente (il conte Franz von Walsegg-Stuppach, che amava spacciarsi per compositore), con il patto che l’autore non ne rivendicasse mai la paternità, e la luce tragica gettata su di essa dalla morte di Mozart, hanno favorito per molto tempo una considerazione particolare del Requiem, che rappresenta la pagina forse più problematica fra tutte le creazioni dell’autore salisburghese.

Quando Mozart morì, la vedova, per evitare di dover riconsegnare la quota di onorario già percepita, fece completare la partitura da alcuni amici musicisti. Da qui la querelle sull’esatta attribuzione delle diverse parti dell’opera, che è stata sciolta da Johannes Brahms, curatore della pubblicazione del Requiem nell’ambito della vecchia edizione dell’opera omnia mozartiana, che ha definitivamente chiarito come siano di Mozart l’Introito Requiem aeternam e il Kyrie, le singole sezioni della Sequenza Dies irae fino al Lacrimosa – che è l’ultimo brano a cui lavorò Mozart – e quindi l’Offertorio Domine Jesu Christe con l’Hostias et preces. Fu l’allievo di Mozart Franz Xaver Süssmayr (1766-1803) a completare invece l’istrumentazione della Sequenza e dell’Offertorio, e a comporre inoltre le parti restanti, cioè Sanctus, Benedictus, Agnus Dei e Communio.

La prima esecuzione del Requiem avvenne a Wiener Neustadt il 14 dicembre 1793. Per quanto la genesi e la configurazione esterna del frammento mozartiano del Requiem siano circondate da un alone di leggenda, il mistero vero e proprio di questa composizione risiede pur sempre nella musica stessa. Da un lato questa costituisce una sintesi di più antiche tradizioni di musica sacra, dall’altro elementi tipicamente operistici sono qui intensificati in modo straordinario e indimenticabile. Ad esibirsi come solisti nella splendida chiesa di fondazione domenicana saranno il soprano Sun Eun Kim, la mezzosoprano Chiara Fracasso, il tenore Matteo Falcier e il basso Abramo Rosalen.

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