giovedì , 29 Luglio 2021
Aula magna

Università, Zaia: “Bene il Ministro sul numero chiuso. Ora passi ai fatti”

“Musica per le mie orecchie, che combatto da mesi una battaglia di giustizia e di equità contro i test d’ingresso universitari e il numero chiuso. Se il ministro Giannini è convinta davvero di quanto dichiarato ai giornali, non ha che da passare dalle parole ai fatti, in caso contrario vorrà dire che ha cercato solo a parole un facile consenso tra i giovani. Si può decidere in fretta, ed evitare questo scempio sin dal prossimo anno scolastico”.

Il presidente della Regione Luca Zaia
Luca Zaia

Con queste parole il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha commentato le dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini sulla possibilità di rivedere le modalità di accesso alle facoltà universitarie che ora prevedono il numero chiuso e i contestati, ed a volte screditati, test di accesso. Il ministro ha  indicato come una possibile scelta l’adozione di un “modello alla francese”, con un primo anno universitario aperto a tutti al termine del quale chi non ha dato gli esami previsti non viene iscritto all’anno successivo.

“Sul modello – ha aggiunto Zaia – si può discutere nelle sedi appropriate. Di sicuro quello attuale è la negazione del buon senso e soprattutto la violazione di un diritto sacrosanto come quello allo studio, che nella fase di accesso iniziale non può e non deve fare discriminazioni. Decidere e un ragazzo sarà un buon medico con una serie di quiz astrusi che si traducono in una vera e propria lotteria è prima di tutto profondamente insensato, ma soprattutto discrimina i ragazzi e le famiglie che hanno poche possibilità economiche e sostiene il costoso mercato privato che vende sogni esteri riservati solo a chi può pagare decine di migliaia di dollari l’anno”.

“Fanno bene i ragazzi a protestare, – ha concluso il presidente della Regione – io sto al loro fianco e anzi dico che dovrebbero farsi sentire anche di più, rispettando però sempre i limiti della civiltà e quelli della legge”.

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