giovedì , 29 Luglio 2021
Luca De Filippo
Luca De Filippo

Prosa, il “Sogno” di Eduardo de Filippo in scena al Comunale di Thiene

Ultimo appuntamento, nei prossimi giorni, al Teatro Comunale di Thiene, per il cartellone della 34^ Stagione di Prosa Thienese. Sarà con il Sogno di una notte di mezza sbornia, di Eduardo De Filippo, liberamente tratto dalla commedia La fortuna si diverte, di Athos Setti. La regia è di Armando Pugliese, mentre gli interpreti sono Luca De Filippo, nel ruolo del protagonista, Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo. Andrà in scena martedì 15, mercoledì 16 e giovedì 17 aprile, alle ore 20.45. E’ questa la terza commedia napoletana proposta nella stagione di prosa thienese. Un record insomma, e non solo per Thiene che, del resto ha proposti tre capolavori assoluti.

Ecco la trama del Sogno di una notte di mezza sbornia. A Pasquale Grifone, un povero facchino, piace alzare il gomito e quando beve fa sogni strani, così da ricevere la visita di Dante Alighieri, del quale gli era stato regalato un busto in gesso. Il Poeta suggerisce all’uomo quattro numeri da giocare al lotto, sottolineando però che essi rappresentano anche la data e l’ora della sua morte. Di lì a poco, la quaterna esce e Pasquale vince una forte somma di denaro; la famiglia si adatta prestissimo alle nuove condizioni e nessuno si preoccupa della crescente disperazione del povero Pasquale, terrorizzato dalla sua imminente morte, cercano anzi di convincerlo del fatto che si tratti solo di una sciocca superstizione. Il giorno annunciato però la famiglia si veste a lutto: tutti, ormai, sono convinti che quelli siano gli ultimi momenti di vita dell’uomo ma quando il pericolo sembra ormai scongiurato un colpo si scena riapre il gioco.

Utilizzando lo stile comico, a volte grottesco fino a pervenire alla farsa, Eduardo combina la forma della classica e antica tradizione teatrale napoletana con le tematiche che saranno sviluppate appieno nelle sue commedie successive. Al centro di Sogno di una notte di mezza sbornia c’è dunque il popolare gioco del lotto, dove però qui la scommessa si pone fra la vita e la morte e i rapporti sono fra il mondo dei vivi e il mondo dei morti.

Nello sviluppo della commedia è inoltre presenza sostanziale la comunità dei familiari e degli amici, stretta intorno al protagonista ed al suo dramma forse più per egoistico interesse personale che per solidarietà e sostegno, una comunità grazie alla quale Eduardo può declinare il carattere corale e sfaccettato della sua drammaturgia. E poi, soprattutto, c’è il finale che non chiude, ma rilancia una sorpresa che non si consuma mai, fra gioco dell’esistenza e gioco della scena. Ancora una volta Eduardo, in modo ironico e intelligente, pungente e raffinato, ci propone un’occasione di riflessione sul nostro modo di stare al mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità