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Comune di Vicenza, critiche dai Cub per le buste paga digitali

“Con uno stringato comunicato trasmesso dal capo ufficio stipendi ai dipendenti,  il personale viene informato che dal mese di aprile le buste paga non saranno più trasmesse in formato cartaceo, ma solo via mail, oppure saranno consultabili sul portale del dipendente. Fin qui nulla di strano se si vuole risparmiare carta, anche se molti dipendenti preferiscono ancora stamparla e conservarla, visto che i mezzi informatici del comune riservano spesso qualche sorpresa”.

Inizia così una nota piuttosto dura e polemica del sindacato autonomo Cub nei confronti del Comune di Vicenza, che sembra scegliere la via della informatizzazione anche per quanto riguarda la consegna delle buste paga ai suoi dipendenti, tutti, anche quelli che forse con l’informatica potrebbero andare poco d’accordo…

“Il problema grosso, invece, – èprosegue infatti il sindactio autonomo nel suo scritto – sorge nel momento in cui il personale, che non ha un computer sul nel posto di lavoro, perché usa strumenti diversi quali ad esempio il mestolo, il coltello, il cacciavite, la scopa o la paletta, deve diventar matto per avere o per vedere quello che gli spetta di diritto, ossia la busta paga. Il personale che opera nelle scuole, nei nidi, nelle cucine e gli operai, sono quelli più in difficoltà perché secondo le nuove direttive dovrebbero fare la fila davanti all’unico computer che si trova nel posto di lavoro e memorizzare nella mente la busta paga perché gli ordini dicono che non si può stamparla. L’invito formulato dal funzionario dell’ufficio stipendi è quello eventualmente di stamparsele a casa o altrove”.

“Nessuno che abbia pensato – prosegue la nota dei Cub – al disagio di questi lavoratori. Si pensi che i numerosi precari del settore educativo scolastico hanno la necessità di produrre le loro buste paga per ottenere l’assegno di disoccupazione quando cessano il loro rapporto di lavoro. Per non parlare di chi deve chiedere un mutuo, oppure chi deve semplicemente controllare la correttezza della busta paga, cosa da non dare per scontata a priori. Insomma, il Comune di Vicenza, per risparmiare forse due risme di carta al mese, crea un disagio ad alcuni profili professionali, costringendoli a rivolgersi all’ufficio stipendi o a mendicare un favore a qualche collega”.

“Invitiamo i lavoratori – concludono i Cub – ad interrompere il loro servizio per fare la fila davanti al computer in segno di protesta. Chi decide sulla nostra pelle quali tagli deve fare, è evidente che non ha capito nulla, e che deve dimostrare di razionalizzare la spesa anche in modo così ridicolo e allo stesso tempo penalizzante per i dipendenti. Se qualche dirigente o assessore cominciasse a razionalizzare invece sulle spese dei loro lauti stipendi o sui loro benefit siamo sicuri che sarebbe un bene per le casse comunali, e il clima in Comune di Vicenza sarebbe certo più sereno.

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