Come griffare il territorio grazie ai vini e ai sapori della tradizione

La cucina e i prodotti locali al servizio della promozione del territorio, è questo il genere di iniziativa su cui puntano di più le associazioni turistico-culturali del nostro territorio per far conoscere le specialità locali e le preparazioni tradizionali. E tutto questo è stato anche alla base del evento dal titolo Le valli del vino e del racconto, che si è tenuto a Villa Barbaran, a Castelgomberto, nel quale sedici comuni dell’Ovest e dell’Alto vicentino si sono uniti per diffondere l’utilizzo di alcune apprezzate produzioni locali, dal vino Durello al formaggio Asiago, dalla trippa al baccalà.

“E’ il turista che deve trovare i sapori – ha ricordato Alfredo Pelle, giornalista dell’Espresso presente alla serata finale –. Il turismo in Italia vive un momento molto delicato, per Pasqua si è registrato un calo del 25% nella ristorazione. Bisogna, allora, saper trasmettere la propria cultura, e la cultura è qua”. Un turismo enogastronomico che non può essere depredante, ma informato e costruttivo, “un turismo dal passo lento, intelligente – ha invece sottolineato Gianni Spagnolo, in rappresentanza del Consorzio La Serenissima Agno Chiampo – che sappia far conoscere l’emozione di una storia e il gusto del vivere dentro ogni prodotto”.

Naturalmente, il modo migliore per coinvolgere questo tipo di turismo intelligente è quello di organizzare un sistema informativo mirato, come ricorda anche Frabrizio Stelluto, dell’Associazione Regionale Giornalisti Agricoltura: “Noi guardiamo alla materia prima, siamo attenti alla filiera di processo, cerchiamo di trasferire informazioni attraverso diversi strumenti, come il sito web, o visite guidate mensili. Per promuovere in modo efficace il territorio bisogna imparare a conoscerne le specificità, ma anche creare una rete di ospitalità. Siamo figli di questa terra e dobbiamo aiutarla”.

Un accento importante è stato dato anche alla tutela dell’ambiente in cui questi prodotti nascono, nella convinzione comune che l’eccellenza dei primi possa derivare solo dalla genuinità del secondo. Così commenta Mauro Pasquali, il Presidente di Slow Food: ”Dopo anni di sviluppo e urbanizzazione selvaggia, è il momento di tornare a coltivare l’ambiente”.

Guardando al futuro, la prossima sfida per questo genere di iniziative è quella di affermare se stesse e ciò che promuovono creando un marchio ad hoc, etichetta di riconoscimento che attesti il legame tra bene di consumo e terra in cui questo è nato. “Abbiamo combinato le peculiarità delle tre Valli – ha detto il sindaco di Chiampo Matteo Mancillotti, rappresentando il Comune capofila dell’iniziativa – accomunate dal filo rosso del vino e, grazie ad esso, abbiamo scoperto bellezze inusuali del nostro territorio. La creazione di un brand rappresenta la sfida più grande: acquistare un prodotto significa acquistare un pezzo di storia della nostra terra”.

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