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Bomba Day, definiti a Vicenza gli ultimi dettagli

“L’evacuazione è un obbligo a garanzia della sicurezza di tutti i cittadini che vivono fino ad una distanza di 2.500 metri dalla bomba”.
Lo ha ribadito oggi il sindaco di Vicenza, Achille Variati, al termine dell’incontro che si è tenuto a Palazzo Trissino per definire gli ultimi dettagli in vista del disinnesco del 25 aprile. “Chi non ottempera all’ordinanza – ha sottolineato Variati – infrange la legge con responsabilità civile e penale, e mette a rischio la propria vita. L’organizzazione complessa per garantire il buon andamento dell’intera operazione si può dire conclusa e ora abbiamo bisogno della collaborazione dei cittadini. Oggi abbiamo ricevuto anche i dati aggiornati sulle previsioni meteorologiche per il 25 aprile che escludono perturbazioni importanti. Pertanto il disinnesco avverrà anche in caso si verificassero piogge”.

Insomma, tutto è pronto, la macchina è a punto e non resta che muoversi. Saranno 350 i volontari della protezione civile impegnati il 25 aprile; insieme a loro ci saranno anche 150 agenti della polizia locale, di Vicenza e dell’unione dei Comuni di Caldogno e Costabissara, suddivisi in due turni, e 120 dipendenti dei tre comuni interessati, ovvero Vicenza, Caldogno e Costabissara. Sul territorio saranno quindi impegnate complessivamente 620 persone a cui si aggiungono le forse di polizia, carabinieri e guardia di finanza.

All’ospedale di Vicenza saranno in servizio 51 medici e infermieri in aggiunta al consueto personale. Inoltre ci saranno 23 ambulanze a disposizione. I gestori dei servizi di acqua, luce, gas e telefonia saranno presenti con 40 tecnici. Tutte le comunicazioni tra il personale in servizio avverranno esclusivamente via radio, indipendenti quindi dalla telefonia ordinaria i cui canali potrebbero essere sovraccarichi. Saranno 67 le persone presenti in centrale operativa, chiamata Cdc (Centro decisionale di coordinamento) negli spazi messi a disposizione dalla Fiera di Vicenza e che terrà i contatti con tutte le funzioni. Mentre in Questura la centrale operativa di interforze è in contatto a sua volta con il Cdc: quest’ultimo sarà in collegamento con il Corem (Centro coordinamento Regionale di Emergenza di Mestre) e con la Sala Italia a Roma.

E’ comunque pronto un piano aggiuntivo nel caso, comunque remoto, in cui la bomba dovesse esplodere. “La prima raccomandazione che facciamo ai cittadini in caso di esplosione, quindi di grande emergenza – prosegue il sindaco -, è di non tentare di recarsi nella propria abitazione all’interno dell’area evacuata. Attraverso i mezzi di comunicazione diremo quali sono i centri dove i cittadini, suddivisi per zona, si potranno recare per avere informazioni. Si cercherà quindi di garantire il ritorno a casa delle persone, ma dopo aver effettuato alcune verifiche sulla staticità degli edifici e delle strade”.

“In caso di scoppio il Cdc diventerà Ccs, Centro di coordinamento soccorsi – ha precisato l’ingegner Tonellato, direttore della protezione civile regionale, responsabile del piano degli interventi per assicurare la prosecuzione dell’assistenza alla popolazione e le ulteriori attività tecniche in caso che l’ordigno deflagri -. Sarà governato dal prefetto e vedrà coinvolti prefettura, Regione, Comune e Provincia di Vicenza”.

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