giovedì , 29 Luglio 2021
La grande cassa di espansione al cui interno si trova la bomba
La grande cassa di espansione al cui interno si trova la bomba

Bomba day, abbiamo incontrato la Vecchia Signora

E’ una data tristemente nota a Vicenza quella del 17 novembre 1944, tragica notte nella quale la città fu bombardata, e più precisamente lo fu la zona dell’aeroporto dal Molin. Forse 16 mila ordigni furono sganciati in quella occasione, molti piccoli ma alcuni anche molto grandi, come quello che è stata appunto ritrovato tanti anni dopo, ancora sepolto ed ancora pericoloso, e che il 25 aprile verrà disinnescato nel così detto Bomba Day. E’stato ribattezzato Old Lady, una vecchia signora dunque che sembra voler tenere ancora col fiato sospeso chi le sta vicino.

L'interno della cassa d'espansione con al centro la bomba nella cassa di legno
L’interno della cassa d’espansione con al centro la bomba nella cassa di legno

A disinnescare la grande bomba saranno gli uomini del Genio guastatori dell’esercito italiano, che hanno ormai completato le opere di preparazione dell’area e di messa in sicurezza dell’ordigno. La bomba, di potenza molto grande, 1500 kg di minol 2, equivalenti a 1800 Kg di tritolo, è ora inserita in una ampia cassa di legno resistente, e tutt’attorno una alta barricata di protezione in terra e acciaio. Resta il fatto che se qualcosa andasse storto sarebbero guai seri. E’ quindi una operazione di disinnesco molto delicata e pericolosa. Date le dimensioni e la pericolosità della bomba, con le sue tre spolette armate, sarebbe stato impossibile sia farla brillare, per la vicinanza alle abitazioni, sia trasportarla altrove.

Questa Old Lady quindi sarà resa inoffensiva sul posto, e se ne occuperanno tre persone in tutto. Gli altri, e parliamo in particolar modo di 27 abitanti di Vicenza, Caldogno e Costabissara, saranno evacuati. Alla guida delle operazioni c’è il capitano Salvatore Toscano, un esperto, che oggi ha descritto tutta l’operazione alla stampa. Erano presenti, oltre al sindaco di Vicenza, Achille Variati, anche il questore, Angelo Sanna, e i sindaci di Caldogno, Marcello Vezzaro, e di Costabissara, Maria Cristina Franco.

Salvatore Toscano
Salvatore Toscano

“La bomba – ha spiegato il capitano Toscano – è di fabbricazione inglese, del tipo Mk2, conosciuto come blockbuster bomb per la capacità di distruggere un intero quartiere. L’ordigno è lungo 2 metri e 10 centimetri e le tre spolette ancora armate non hanno prodotto allora lo scoppio perché l’ordigno è stato lanciato dopo altre bombe la cui deflagrazione può aver prodotto onde che hanno deviato la sua caduta, facendolo impattare sul terreno in modo anomalo, senza andare in battuta”.

Toscano ha anche descritto gli effetti meccanici, termici e luminosi che potrebbero investire, in caso di scoppio, tutto ciò che si trova nei primi 2 chilometri e mezzo di distanza, dal crollo degli edifici più vicini causato dall’onda sismica, al violentissimo lancio di schegge in tutta la zona evacuata, dal propagarsi di una bolla di fuoco ad alta temperatura, alla formazione di un fungo luminoso accompagnato da un forte boato percepibile fino a notevole distanza. “Questo – ha concluso il capitano – è lo scenario di un’ipotetica esplosione ed il motivo per il quale, il 25 aprile, solo il sottoscritto e altri due artificieri lavoreranno nell’area di rischio”.

Proprio per mitigare gli effetti dello scenario peggiore, oltre che per ridurre il raggio di evacuazione che altrimenti sarebbe stato di 4 chilometri e avrebbe riguardato anche l’ospedale San Bortolo, gli artificieri hanno realizzato in soli 21 giorni l’imponente cassa di espansione che abbiamo visitato oggi e della quale proponiamo una foto, in alto nella pagina. Si tratta di un barricamento realizzato con 5 mila metri cubi di terra ricavata nel sito, una sorta di piramide a gradoni alta 7 metri e larga 8 metri che forma attorno all’ordigno un quadrato di 34 metri di lato con un varco d’uscita a sua volta protetto da un muro lungo 18 metri. Al centro della piramide, come dicevamo, in una sorta di sarcofago in legno, c’è “Old Lady”.

Viena da chiedersi, una volta disinnescata la “vecchia signora” si potrà stare tranquilli? Probabilmente non del tutto. Vi sono infatti certamente altre bombe inesplose in quella zona, dato che molti delle 133 ordigni di misura inferiore rinvenuti durante la bonifica bellica attendono a loro volta di essere disinnescati.

In conclusione, riportiamo il ringraziamento del sindaco Variati “all’esercito italiano, per il grande lavoro compiuto in questa complessa fase preparatoria che prelude all’altrettanto delicata operazione di disinnesco e per aver dato la possibilità ai mezzi di comunicazione di vedere da vicino l’imponente camera di espansione costruita attorno all’ordigno. Questa barricata di terra parla da sola. Non avremmo mai organizzato un piano di evacuazione tanto impegnativo per tutti se quest’operazione non fosse davvero così pericolosa”.

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