giovedì , 29 Luglio 2021

Assegni falsi e carte di credito clonate, banda sgominata dalla Finanza

Ampia operazione della Guardia di Finanza di Vicenza che ha stroncato un giro di truffe caratterizzate soprattutto dall’utilizzo di assegni falsi e carte di credito clonate. Quattro sono stati gli arrestati, dei quali tre sono andati in carcere e per uno è stato predisposto l’obbligo di dimora. E poi, naturalmente, una serie di perquisizioni su una quindicina di soggetti, italiani e stranieri, residenti nelle province di Vicenza, Verona, Padova, Treviso e Venezia, accusati  a vario titolo di associazione per delinquere, ricettazione, falso, indebito utilizzo di carte di credito e tentata truffa.

Di fatto, con questa operazione, è stata sgominata un’organizzazione criminale che operava in Veneto ma aveva anche ramificazioni all’estero. Fra gli indagati anche altri soggetti che, con assegni sia rubati che falsificati per oltre 4 milioni di euro, hanno tentato di truffare alcune banche rumene. Due i filoni d’indagine seguiti dalle Fiamme Gialle vicentine. Il primo filone era incentrato su un giro di assegni circolari falsi che si tentava di riscuotere in alcuni istituti di credito in Romania.

Grazie alla collaborazione di due italiani residenti in quel paese, erano stati infatti portati in Romania numerosi assegni circolari, emessi da due banche italiane, provenienti sia da falsificazione che da furto, per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro. L’intento degli indagati era quello di ingannare i direttori di delle banche rumene e incassare i titoli. Le indagini, condotte in Romania anche con rogatoria internazionale hanno visto i finanzieri procedere a perquisizioni e acquisizioni di documentazione bancaria nel distretto di Vrancea ed hanno permesso agli inquirenti di ricostruire l’intera vicenda e recuperare anche alcuni assegni falsi, tra i quali uno di quasi 2 milioni di euro. Grazie anche alle querele sporte dalle banche italiane interessate, sono stati indagati per ricettazione, falso e tentata truffa nove soggetti italiani. Al termine della preliminare attività investigativa, il Gip Stefano Furlani ha disposto a carico di un 43enne di Arzignano (A.G.) la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel proprio Comune.

Il secondo filone di indagine, avviata nella seconda metà del 2013, ha dato vita ad un’altra operazione a cui è sto dato il nome di Jet Lag. Ha portato ad individuare un’associazione criminale specializzata nell’illecito utilizzo dei dati di carte di credito altrui, i cui soggetti fulcro sono stati individuati in un 33enne pakistano residente a Vicenza, in un padovano di 52 anni e in un campano 61 anni residente a Mestre, tutti arrestati. Grazie alla collaborazione di un soggetto residente all’estero, l’organizzazione riusciva ad ottenere tutti i dati di carte credito necessari per effettuare pagamenti.

La forza dell’organizzazione, che stava predisponendo altre operazioni per somme rilevanti, si basava soprattutto sulla capacità di reclutare, di volta in volta, soggetti esterni disposti a partecipare alle attività progettate dal gruppo. Oltre ai tre soggetti principali, risultano infatti indagate altre 10 persone per indebito utilizzo di carte di credito.  Due dei soggetti indagati sono stati denunciati sia per la vicenda degli assegni falsi, che per l’indebito utilizzo delle carte di credito.

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