giovedì , 29 Luglio 2021

Alpinismo, un vicentino nell’angolo più selvaggio dell’Himalaya

Parte il 12 aprile la spedizione internazionale K2014.it, guidata dall’alpinista vicentino Alberto Peruffo, del Cai di Montecchio Maggiore, con il patrocinio nazionale del Club Alpino Italiano per i 150 anni dell’associazione. Progetto ambizioso sia culturalmente sia geograficamente, poiché è la prima spedizione in epoca moderna ad ottenere il permesso di operare nell’area del Colle Zemu del Kanchenzonga (Kangchenjunga 8586m) da Sud, uno dei luoghi più selvaggi dell’Himalaya, ammirato e mitizzato dai primi esploratori britannici e tedeschi che ne tentarono l’esplorazione tra la fine dell’Ottocento e le prime decadi del Novecento.

Dal colle parte la Zemu Ridge, la cresta Est-Sud-Est che porta agli 8476 metri della Cima Sud del Kanchenzonga passando per la – geograficamente misteriosa – “Vetta Orientale”, o Zemu Peak, che con i suoi 7780 metri è l’ultima cima del più esteso massiccio glaciale himalayano ancora da scalare e probabilmente il più alto rilievo dell’intero Himalaya mai raggiunto. Il Kanchenzonga, terza montagna della Terra per altitudine, domina con le sue altissime cime le foreste subtropicali che arrivano fino a Gangtok, capitale del Sikkim, antico regno di origine tibetana e dal 1975 Stato Federato dell’India.

Oltre alla Cresta Zemu e alle cime che partono dal Tonghsiong Glacier, da dove si origina il colle, la spedizione ha l’obiettivo di studiare la traversata del Colle Zemu da sud a nord, collegando direttamente il Goecha-La con il Ghiacciaio Zemu, per una possibile futura impresa che comporterebbe la straordinaria chiusura di Round Kangchenjunga, il periplo integrale dell’intero massiccio tentato nel 1899 da D.W. Freshfield (presidente dell’Alpine Club e dirigente della Royal Geographical Society), a cui partecipò il grande fotografo italiano Vittorio Sella, lasciando ai posteri alcune delle sue foto più memorabili. Gli esploratori si fermarono proprio sul Goecha-La, senza poter accedere al difficile e nascosto Tonghsiong Glacier.

Da sottolineare tra gli obiettivi della spedizione la valorizzazione della ricerca etnografica-culturale di un altro grande precursore italiano che nel 1937 raggiunse il Sikkim e il Ghiacciaio Zemu in un viaggio solitario dopo aver abbandonato la sesta spedizione etnografica di Giuseppe Tucci in Tibet. Stiamo parlando di Fosco Maraini, il grande viaggiatore toscano, antropologo e alpinista, socio onorario del CAI e tra le figure più importanti della cultura italiana.

La spedizione ha ottenuto in questi ultimi mesi per gli alti valori esplorativi e culturali molti riconoscimenti locali e nazionali, tra cui i patrocini della Fondazione Sella e di Mountain Wilderness, oltre al già citato della Presidenza Nazionale del CAI, siglato nel novembre del 2012. Nell’ottobre del 2013 il CAI di Montecchio e il CAI di Rieti, guidati dal veterano Franco Brunello, hanno portato a termine un trekking d’avanscoperta fino al Goecha-La riportando a casa importanti rilievi fotografici e soprattutto risultati diplomatici utili al capospedizione per proseguire nello sviluppo del progetto.

Nle team, oltre a Peruffo, leader del progetto, ci saranno Anindya Mukherjee (esploratore e alpinista indiano, primo a raggiungere il Colle Zemu da Sud), Cesar Rosales Chinchay (alpinista e guida alpina peruviana, punta della Escuela de Guías Don Bosco 6000 en los Andes di Marcarà), Francesco Canale (alpinista di Tonezza e guida alpina del Collegio Veneto, tra le più preparate giovani guide alpine italiane, uscito dalla scuola del Gruppo Roccia 4 Gatti di Arsiero), Davide Ferro (alpinista, guida alpina accompagnatore di media montagna, gestore del Rifugio Campogrosso), Andrea Tonin (alpinista ed escursionista, past president del CAI Valdagno), Enrico Ferri (alpinista, ex capostazione del Soccorso Alpino e fotografo professionista, CAI Rieti).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità