Vicenza

Alluvione 2010, prestiti agevolati per chi deve restituire gli acconti

Una buona notizia per gli alluvionati di Vicenza che devono ancora restituire parte degli acconti percepiti dalla Regione per la calamità del novembre 2010. Veneto Banca ha infatti istituito un plafond per prestiti agevolati che consentiranno di evitare pesanti conseguenze in caso di avvio delle pratiche di riscossione coattiva da parte della Regione. A titolo di acconto e saldo erano stati erogati quasi 16 milioni di euro, di cui 7,7 milioni ad attività produttive e 8,3 milioni a privati. Sono però poi stati circa 3 i milioni di euro dichiarati erogati in maniera difforme dalle regole commissariali, di cui sono stati finora recuperati 1.496.000 euro, quindi circa il 50%. Ad oggi, in definitiva, sono ancora 218 privati e 106 attività produttive che devono restituire gli acconti, rispettivamente per complessivi 674 mila e 664 mila euro (1.338.000 euro in totale).

“La vicenda, dolorosa, – ha commentato l’assessore alla progettazione e sostenibilità urbana del Comune di Vicenza, Antonio Dalla Pozza, nel presentare stamane l’iniziativa assieme a dirigenti di Veneto Banca  – è iniziata con l’alluvione 2010 e si sta ancora trascinando, purtroppo anche dal punto di vista burocratico. La richiesta di restituzione di parte degli acconti ha infatti amareggiato i beneficiari, in quanto quegli acconti sono risultati poi non conformi alle regole stabilite dalle varie ordinanze commissariali. Sul finire dello scorso anno si era trovata una parziale soluzione attraverso un intervento legislativo di cui si era fatto carico in particolare il deputato vicentino Federico Ginato: un emendamento introdotto in legge finanziaria volto a prolungare la rateizzazione dei rimborsi di ulteriori due anni e quindi con scadenza 31 dicembre 2015. È stato certamente un aiuto, ma parziale, e ritenuto non sufficiente dagli interessati, che in più occasioni ho incontrato in lacrime. Anzi, nonostante le nostre pressioni, la Regione non ha mai consentito che per rimborsi sotto i 3 mila euro il cittadino potesse svincolarsi dall’obbligo di una garanzia fideiussoria, che ha a sua volta dei costi”.

“A fronte di questa situazione – ha concluso Dalla Pozza -, auspicavamo che dal territorio potesse muoversi qualcosa e infatti, grazie alla sensibilità del consigliere comunale Tommaso Ruggeri, che dal dicembre 2010 a inizio 2013 ha seguito peraltro in prima persona, da assessore, tutta la vicenda dell’alluvione, una realtà importante del territorio come Veneto Banca si è fatta avanti prima fra tutti gli istituti di credito, che auspico possano seguirne l’esempio, nel proporre un aiuto per chi oggi si trova ancora nella condizione di dover restituire somme alla Regione. In considerazione poi che dallo scorso 20 marzo è proprio la Regione ad occuparsi direttamente delle procedure di riscossione degli importi, con possibilità di recupero coattivo, la proposta di Veneto Banca è stata accolta con favore dall’amministrazione comunale, perchè mette il cittadino nelle condizioni di adempiere all’obbligo di restituzione delle somme, senza incorrere nei pesanti guai che porta con sé una pratica di riscossione coattiva”.

“Dopo il rilevante intervento su ponte Pusterla – ha dichiarato Ruggero Gobetti, di Veneto banca – con il finanziamento di 700 mila euro del costo di restauro in seguito ai danni riportati dall’alluvione 2010 , per noi anche questa è un’opportunità per dare una mano in modo concreto al territorio, come è nella nostra logica. In particolare mettiamo a disposizione due linee di credito molto semplici, una per i privati e una per le imprese in difficoltà. Abbiamo istituito un plafond di 2 milioni di euro esclusivamente riservati al comune di Vicenza, in occasione peraltro dell’apertura, la settimana prossima, di una nuova filiale in piazza dei Signori. Basta comunque che gli interessati si rechino in una qualsiasi delle nostre filiali”.

“Nel formulare questa proposta – ha infine spiegato Antonella Sut, anche lei di Veneto Banca – abbiamo posto attenzione ai costi e allo spread sul finanziamento, affinché incidano il meno possibile. Così, per i privati, non c’è alcun costo di istruttoria e lo spread sarà di un punto, mentre le aziende pagheranno 50 euro di istruttoria con spread di due punti. L’importo massimo finanziabile, poi, è di 150 mila euro per le imprese e 30 mila euro per i privati, con durata minima 19 mesi e massima 60, e possibilità di preammortamento di 12 mesi per i privati e 24 mesi per le aziende”.

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