Cibo & Vino

Verso una valorizzazione del gelato artigianale

Si festeggia, lunedì 24 marzo,  la 2° Giornata europea del Gelato Artigianale. Tra i promotori c’è anche la Cna che, per valorizzare la filiera, ha creato la prima App di ricerca delle gelaterie artigiane. Del resto anche il Parlamento Europeo ha riconosciuto l’eccellenza del settore e ha quindi dedicato, dallo scorso anno, una giornata a questo alimento e alla produzione di qualità di tipo artigianale. Il presidente provinciale di Cna Alimentare, Claudio Guglielmi, traccia ora numeri e potenzialità del comparto.

Claudio Guglielmi
Claudio Guglielmi

“Il successo del gelato artigianale – ha detto Giuglielmi –  è testimoniato dal tentativo dell’industria di entrare nel business delle piccole gelaterie a marchio, ma un gelato industriale, con tutto il rispetto, non sarà mai come un gelato artigianale. E i consumatori lo sanno. In Italia, nonostante la crisi, il giro d’affari delle gelaterie artigianali l’anno scorso è ancora aumentato arrivando a 2 miliardi. Il Parlamento europeo ha quindi compreso l’importanza di valorizzare questa eccellenza in termini di qualità e di sicurezza alimentare. E Cna Alimentare ha da subito colto questa lodevole intenzione, confortata anche dalla recente ricerca della Fondazione Veronesi sulle virtù nutrizionali del gelato artigianale. Per promuovere ulteriormente il settore, inoltre, abbiamo siglato un accordo con la società Cosmobile e realizzato la prima App di ricerca delle gelaterie”.

I numeri stanno in effetti premiando il settore e la qualità garantita dagli artigiani. “L’anno scorso, – ha aggiunto Guglielmi – mentre i consumi delle famiglie italiane diminuivano, le vendite di gelato artigianale crescevano dell’1% rispetto al 2012, toccando quota 2.026 milioni di euro. Sono aumentate anche le gelaterie e gli altri esercizi che distribuiscono gelato artigianale, ormai poco meno di 39mila con oltre 90mila addetti. Ma è importantissimo anche il valore delle altre componenti principali della filiera, ormai superiore ai 550 milioni di ricavi. Solo l’industria delle macchine specializzate, una delle punte di eccellenza del Made in Italy, ha un giro d’affari superiore ai 300 milioni. Si tratta di 15 produttori che esportano macchinari per circa 250 milioni. Ma se si calcolano anche arredamenti e attrezzature il fatturato raggiunge gli 800 milioni. L’industria degli ingredienti e dei semilavorati, poi, vale oltre 250 milioni di ricavi con 80 imprese e 1600 addetti”.

“Se il mercato nazionale è quasi saturo, – ha concluso il presidente di Cna Alimentare – con la metà delle gelaterie artigianale di tutto il mondo e un consumo di circa sei chili pro capite molte strade dell’export rimangono da esplorare. Per riuscire a controllarle, però, è necessario tutelare la produzione nazionale di qualità”.

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