Economia

Tracciabilità dei rifiuti, le piccole aziende saranno esentate

Buone notizie per quelle aziende artigiane che nella loro linea produttiva hanno la necessità di provvedere allo smaltimento di rifiuti pericolosi. Ne parlavamo nelle scorse settimane, mettendo in evidenza come l’obbligo di dare una tracciabilità ai rifiuti di questo tipo, se è sacrosanto per le aziende di dimensioni più grandi, è invece molto oneroso e forse inefficace per il piccolo artigiano. Una nota del Ministero dell’Ambiente annuncia ora che è in via di perfezionamento un decreto che escluderebbe dall’obbligo di iscrizione al Sistri, ovvero il sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi, quegli enti e quelle imprese “produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi fino a 10 dipendenti, nei settori dell’industria, artigianato, commercio e servizi”.

“Prendiamo atto con soddisfazione – ha commentato il responsabile dell’Area sicurezza e ambiente di Cna Vicenza, Enrico Storti, – della prospettiva annunciata dal Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, di un decreto che di fatto cancellerebbe l’assurda equiparazione dei rifiuti di un parrucchiere e di un piccolo commerciante con quelli di un’industria. Finalmente sono state accolte le istanze della Cna e di Rete Imprese Italia. Questo schema di decreto è la prova che il segnale che abbiamo dato con la manifestazione del 18 febbraio a Roma è, in parte, arrivato al nuovo governo, che sta cominciando a comprendere l’inadeguatezza del sistema Sistri alle esigenze delle imprese e del Paese”.

Cna Vicenza non cambia, tuttavia, il suo giudizio profondamente negativo sul sistema di tracciabilità dei rifiuti. ”Il Sistri – prosegue infatti Storti – è l’emblema della follia burocratica del nostro Paese. Il sistema ha infatti dimostrato troppe criticità, che riguardano l’interoperabilità, i malfunzionamenti tecnici e tecnologici di dispositivi e sistema, la lentezza delle procedure. Tutto ciò è costato 250 milioni di euro a 300mila imprese italiane. Riteniamo dunque assurdo e dannoso proseguire nella sua implementazione: dobbiamo al più presto sostituire il Sistri con un sistema di tracciabilità che risponda concretamente all’esigenza di una corretta gestione dei rifiuti, attraverso un modello che non gravi sulle aziende con ulteriori costi e procedure complesse ed ingestibili”.

Ad appoggiare la posizione sul sistema Sistri è anche la Presidente di Cna Vicenza, Cinzia Fabris. “Il Sistri deve essere superato, – ha ribadito Fabris – è un sistema inefficiente, scarsamente trasparente ed inadeguato, che comporta pesanti rallentamenti per le imprese e, in alcuni casi, addirittura il blocco delle attività. Per questo chiediamo al governo di procedere rapidamente alla sua sostituzione con un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi che serva meglio allo scopo. Per far uscire dalla palude le imprese occorre ridurre il peso della burocrazia e del fisco. Finora però il Governo non sembra dello stesso avviso: l’avvio del Sistri e l’incremento delle aliquote Tasi sono due interventi che vanno in direzione decisamente opposta alle esigenze del Paese. Si passi dagli annunci ai fatti e si proceda a una vera sburocratizzazione”.

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