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Laboratori cinesi, la Finanza scopre lavoro nero ed evasione totale

Guardia di Finanza di Vicenza sempre più impegnata a contrastare il fenomeno del lavoro nero ed irregolare. Stavolta è toccato ad alcuni laboratori tessili, tutti con sede nella provincia berica e gestiti da persone di etnia cinese. Cinque i controlli effettuati nei giorni scorsi, spesso assieme agli ispettori del lavoro della locale Direzione Territoriale, in strutture situate nell’ovest, nel basso vicentino e nelle zone adiacenti al capoluogo. E’ stato accertato l’impiego di 7 operai completamente in nero, tutti provenienti dalla Cina ed impegnati, specialmente nelle ore notturne, nella produzione di capi di abbigliamento e di accessori.

A nulla sono valsi i tentativi degli operai di nascondersi nei laboratori o di fuggire sui terrazzi. I camici da lavoro indossati ed i macchinari ancora caldi al momento dell’ingresso erano prove lampanti dell’attività lavorativa che stavano effettuando. Incrociando i contenuti delle banche dati disponibili con le dichiarazioni rese è emerso che si trattava di lavoratori sconosciuti sia agli enti previdenziali e assistenziali che ai servizi per l’impiego.

Sono state, quindi, contestate violazioni alla normativa sul lavoro, che prevedono per ogni lavoratore in nero l’applicazione della cosiddetta maxi sanzione, i cui limiti sono stati recentemente elevati, da € 1.950 a € 15.600, oltre ad un’altra sanzione in misura fissa pari a € 195 per ogni giorno di lavoro prestato in modo irregolare. In due casi, inoltre, considerato che il numero di operai in nero era superiore al 20% del totale, gli ispettori del lavoro hanno disposto, immediatamente, la sospensione dell’attività lavorativa fino al pagamento delle sanzioni amministrative connesse alle irregolarità riscontrate.

In un caso, nel basso vicentino, sono state anche accertate gravi violazioni alla normativa sulla sicurezza dei lavoratori, con la presenza nel locale di materiali combustibili, l’assenza di estintori, la presenza di fumatori, e l’impianto elettrico non a norma. Il titolare dello stabilimento, anche lui cinese, è stato denunciato a piede libero e l’intera struttura è stata immediatamente sequestrata . Tra l’altro si trattava di una attività che operava da due anni ed era completamente sconosciuta al fisco. L’attività di controllo adesso proseguirà negli uffici delle fiamme gialle e degli ispettori del lavoro e, oltre alle sicure violazioni che verranno riscontrate nei confronti dell’evasore totale, dall’analisi della documentazione rinvenuta durante gli altri interventi potrebbero emergere ulteriori irregolarità.

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