sabato , 16 Ottobre 2021
Ospedale San Bortolo di Vicenza

La Ulss 6 di Vicenza dichiara un bilancio in attivo, ma Nursind non è d’accordo

“L’ottimo risultato di gestione ottenuto dall’Ulss 6 di Vicenza, che è passata da un passivo di 14 milioni ad un attivo di un milione è la dimostrazione lampante di quanto sostengo da sempre: una spesa alta non è sinonimo di efficienza o di qualità dell’assistenza, perché Vicenza è e rimane uno dei centri d’eccellenza della sanità veneta”. Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta il vistoso miglioramento dei conti dall’azienda sanitaria vicentina. “Vorrei che l’esempio di Vicenza – ha aggiunto Zaia – e di altre Ullss venete, che stanno risistemando i loro conti senza tagliare i servi alla gente, fosse preso ad esempio in tutta Italia, un Paese dove si è sprecato tanto e ancora si spreca, almeno finché non si vedranno gli effetti dell’applicazione dei costi standard finalmente introdotti dopo una nostra battaglia durata anni”.

Dunque i conti della sanità vicentina sarebbero a posto. C’è però che non è d’accordo su questa analisi, ed è il Nursind di Vicenza, vale a dire il sindacato degli infermieri, che da tempo è impegnato in un braccio di ferro con i vertici della Ulss 6. Un braccio di ferro che continua tra alti e bassi, con qualche schiarita che segue giorni di tempesta, e poi ancora nuvoloni minacciosi. Ecco, in questi giorni, il cielo dei rapporti tra gli amministratori dell’azienda sanitaria berica e i suoi infermieri è molto cupo, plumbeo, e le divergenze sono proprio su quel bilancio a cui andava il plauso del governatore veneto.

Andrea Gregori, segretario provinciale Nursind
Andrea Gregori, segretario provinciale Nursind

Per il Nursind infatti la situazione sarebbe diversa, dato che “il direttore generale dell’Ulss 6 Vicenza – scrive il sindacato degli infermieri in una nota in proposito – annuncia utili di bilancio per un milione di euro, ma nel conto non sembrano essere stati considerati i debiti, che ammontano ad oltre 2,5 milioni di euro, nei confronti dei lavoratori, per oltre 160 mila ore di straordinari”. “Dobbiamo considerarlo un dono all’Azienda?”  si chiede il sindacato. “Le dichiarazioni del dg Ermanno Angonese – prosegue la nota di Nursind – hanno gettato nello sconforto il personale che lavora nelle corsie del San Bortolo, coloro che non hanno alternativa all’effettuazione degli straordinari e non possono recuperare le ore in più fatte nel corso dell’anno, ed è stato grande lo stupore e sarcasmo con cui il persona ha accolto tali informazioni”.

“Al di la delle 70 mila ore di straordinari – spiega il segretario provinciale Nursind, Andrea Gregori, – che saranno pagate nei prossimi tre mesi, per corrispondenti 1,2 milioni di euro, ce ne sono altre 160 mila, per 2,5 milioni di euro, in attesa di liquidazione e sulle quali nessuno si è ancora espresso. Il dg Ermanno Angonese ha dichiarato un milione di utile ma probabilmente non è stato informato, da chi ha redatto il bilancio, e contestualmente si occupa delle relazioni con il personale e con le organizzazioni sindacali, che i lavoratori dell’Ulss 6 Vicenza avanzano ancora 160mila ore di straordinari, che vanno ad aggiungersi alle 70mila di cui è già stato pianificato il pagamento, per complessivi 1,2milioni di euro. Di fronte a queste cifre i lavoratori si pongono due domande: si tratta di un debito che verrà saldato, oppure la Direzione strategica ritiene che le 160mila ore di straordinario siano un prestito a fondo perduto dei dipendenti all’Azienda?”.

Il Nursind ricorda, inoltre, che se è giusto pagare in tempi brevi i prestatori d’opera esterni, allo stesso modo si dovrebbero pagare i propri dipendenti. “Quanto sta accadendo, – aggiunge Gregori – comunque non ci sorprende, dato il livello della gestione delle risorse umane di questa Ulss. Il lavoro di oltre un anno di gestione, ha portato ad una frattura profonda tra personale amministrativo e lavoratori delle corsie, a causa dell’inadeguatezza ed insensibilità nei confronti delle diverse anime che operano nella struttura ospedaliera. Da molto tempo non si assisteva ad una gestione così superficiale dei rapporti con il personale”. In conclusioni il Nursind rammenta al dg Ermanno Angonese che “i lavoratori, più che essere ringraziati per il proprio lavoro quotidianamente svolto con passione e dedizione, vorrebbero avere la sicurezza di poter essere valorizzati e, soprattutto, pagati”.

 

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