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Vicenza, sale la tensione tra Comune e sindacati sui salari accessori dei dipendenti

Sale la tensione tra l’amministrazione comunale di Vicenza ed i suoi dipendenti e i sindacati che li rappresentano. La vicenda , naturalmente, è quella dei salari accessori, vale a dire le somme percepite dai lavoratori comunali, anche per prestazioni straordinarie o per “premi di rusltato”, sulla base di accordi sindacali, il primo dei quali risale al 2004. Dopo una ispezione ministeriale, si ricorderà, quelle somme furono reputate illegittime, e il Ministero dell’Economia e delle Finanze chiese al Comune di farsi restituire i soldi dai suoi dipendenti. Le reazioni si possono immaginare…

La speranza era che il Comune trovasse il modo di opporsi, di non inviare quella lettera di messa in mora, che avrebbe obbligato i lavoratori a restituire delle somme percepite per un lavoro da essi effettivamente svolto. Tra l’altro, dati i molti anni passati dall’accordo, in alcuni casi le cifre sono piuttosto alte. E invece niente, il comune ha mandato la lettera  di messa in mora.

Giancarlo Puggioni
Giancarlo Puggioni

La reazione dei sindacati, che hanno anche interessato della questione i loro vertici nazionali, non si è fatta attendere.   “Ieri – ci ha fatto sapere  Giancarlo Puggioni, segretario provinciale di Funzione pubblica Cgil – abbiamo inviato una formale diffida al sindaco di Vicenza e ai Dirigenti dal procedere con le azioni di recupero. Sono stati inoltre attivati gli uffici legali: ma per questo non si creda che ci affideremo solo ai tribunali. Pretendiamo una rapida soluzione che escluda il concreto rischio per i lavoratori comunali di dover restituire ingiustamente somme di denaro importanti e di vedersi tagliato lo stipendio. Gli accordi sindacali sottoscritti sono validi: è indecente che dopo 10 anni, nei quali i lavoratori comunali hanno reso importanti prestazioni, delle quali il Comune di Vicenza ha beneficiato in termini di erogazione di servizi e prestazioni per i cittadini, oggi se ne contesti la legittimità!”

“È incredibile. In quale democrazia occidentale avanzata succedono cose simili? Come può essere che accordi firmati e validati da tutti gli organismi di controllo, oggi vengano ritenuti non validi dal Ministero? E perché le colpe devono essere addebitate ai lavoratori e non ai dirigenti? Ai lavoratori non possono essere attribuite colpe e responsabilità e pertanto devono essere salvaguardati: è in corso un’azione da parte del Ministero Economia Finanze (MEF) irresponsabile, siamo in presenza di un evento profondamente lesivo nei confronti della democrazia sindacale e dei diritti dei lavoratori”.

“ Spetta alla politica – osserva ancora il segretario –. trovare una soluzione adeguata. Se entro martedì non avremo risposte positive, il livello dello scontro sarà destinato ad alzarsi: fino ad ora i lavoratori hanno espresso con responsabilità e misura il dissenso, ma se nei prossimi giorni non vi saranno risposte positive ed altrettanto responsabili da parte dal Ministero e del Parlamento, non sono da escludersi azioni eclatanti di protesta”.

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