sabato , 16 Ottobre 2021
Il Segretario nazionale di Nursind, Andrea Bottega

Un bilancio 2013 in chiaro scuro per le professioni infermieristiche

Bilancio 2013 in chiaro scuro per le professioni infermieristiche. Un valutazione sull’anno che si è appena concluso è stata fatta oggi, a Vicenza, dal sindacato Nursind, quello appunto degli infermieri professionali del nostro paese. E ne è uscito un quadro sicuramente lusinghiero per la realtà nazionale e per il ruolo della categoria e del sindacato che la rappresenta. Un po’ meno invece per quanto riguarda alcune singole situazioni locali, tra le quali proprio Vicenza. I responsabili di Nursind, in testa il segretario nazionale, Andrea Bottega, e quello provinciale, Andrea Gregori, hanno infatti parlato di “relazioni sindacali sane in provincia, malandate nel capoluogo”. Sottolineato anche il consenso che il Nursind sta riscuotendo nella categoria, con un aumento, nel 2013, del 10 per cento degli associati, cosa che ne fa l’unico sindacato di categoria a sedere ai tavoli di contrattazione nazionali.

Andrea Gregori - Seg. provinciale Nursind
Andrea Gregori – Segretario provinciale Nursind

Inoltre, nonostante il blocco del turn-over e dei rinnovi contrattuali, le segreterie provinciali Nursind sono cresciute. Emerge, però, un dato contraddittorio ed in controtendenza rispetto al passato: si comincia a parlare di disoccupazione giovanile infermieristica e di precariato. Tra le priorità del Nursind per il nuovo anno, c’è comunque l’impegno per trovare una risposta adeguata all’inoccupazione dei giovani infermieri, oltre a quello per il rinnovo del contratto collettivo nazionale. Il segretario nazionale evidenzia come “la raggiunta rappresentatività nazionale del Nursind consentirà di intervenire negli aspetti contrattuali, organizzativi ed economici del lavoro, per di valorizzare la professionalità e le competenze acquisite e garantire la soddisfazione dei bisogni di salute dei nostri assistiti con adeguate condizioni lavorative e dotazioni di personale”.

A livello regionale il Nursind esprime invece “grande preoccupazione per gli standard assistenziali, in quanto la Regione deciderà autonomamente quante persone destinare per ciascuna unità operativa, sulla base di criteri comparativi tra Ulss. La qualità assistenziale non viene minimamente considerata, ma ci si preoccupa esclusivamente di offrire il servizio. L’obiettivo di questa politica regionale è di far lavorare il territorio, così da intercettare le domande al loro manifestarsi, sgravando così l’ospedale di lavoro”.

“In provincia di Vicenza – si mette invece in evidenza – cè un buon sistema di relazioni sindacali, che funziona adeguatamente soprattutto in ambito periferico rispetto all’ospedale hub. Non si può dire altrettanto, invece, per il territorio di competenza dell’Ulss 6, dove le relazioni sono decisamente carenti, vengono proposti nuovi accordi senza considerare che quelli precedentemente assunti vengono regolarmente disattesi, spesso ai danni della categoria infermieristica. In questo particolare momento storico, l’intenzione dell’Ulss 6 appare orientata a dividere gli interlocutori che siedono attorno al tavolo, assumendo una posizione prettamente ideologica, piuttosto che individuare soluzioni sul piano organizzativo ed amministrativo. Rispetto al passato la situazione si è esattamente capovolta: prima c’era la forte volontà di trovare delle soluzioni all’Ulss 6, mentre nel territorio si arrivava spesso allo scontro sindacale; oggi, diversamente, nell’ospedale capoluogo non vengono assunte decisioni e gli accordi presi non vengono rispettati”.

Per quanto riguarda invece le altre Ulss vicentine, “nel territorio bassanese, di competenza dell’Ulss 3, l’anno 2013 era iniziato con qualche frizione, ma in breve tempo si è trovata la quadra e le relazioni sindacali sono proseguite con un sano confronto dialettico e la comune volontà di pervenire a delle soluzioni, anche grazie alla presenza di un delegato Nursind con il ruolo di vicecoordinatore delle Rsu”. Nell’Ulss 4 Alto Vicentino il Nursind riconosce “l’impegno dell’amministrazione al dialogo ed al confronto sindacale, in particolare tenendo conto della complessità che l’Azienda si trova ad affrontare conseguentemente all’istituzione dell’ospedale di Santorso, con esigenze nuove e profondamente differenti rispetto a quelle tradizionalmente affrontate”. Nell’Ulss 5 Ovest Vicentino infine “le relazioni sindacali sono proficue ed alcune proposte avanzate da tempo stanno vedendo la luce, a seguito di un percorso di condivisione con l’amministrazione dell’Azienda”.

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