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Emergenza casa, i sindacati degli inquilini chiedono al Comune più sensibilità

Ci sono oltre mille famiglie in attesa di una casa pubblica solo nel comune di Vicenza. Lo affermano, leggendo i dati della graduatoria del bando annuale di palazzo Trissino, i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat, Coniav, uniti nel chiedere maggiore sensibilità e competenza agli amministratori vicentini in carica. La situazione è peggiorata a causa della crisi, dicono, tanti sono i capifamiglia senza lavoro e troppe le famiglie sfrattate in modo incolpevole a causa della mancanza di un reddito.

Ed ecco che Fulvio Rebesani, per il Sunia, Fabio Dal Cortivo, per il Sicet, Cinzia Cariolato, per l’Uniat, e Giuseppe Losi, per il Coniav, hanno unito le loro forze per contare di più come controparte. Chiedono che il Comune di Vicenza, tramite le ex Amcps, metta mano ai 177 alloggi vuoti di proprietà comunale che hanno bisogno di varie manutenzioni. E chiedono che lo faccia in tempi brevi.

Ma i sindacati inquilini chiedono anche una maggiore attenzione ai diversi organismi del Comune capoluogo. Per esempio, nella seduta della quinta commissione di palazzo Trissino del 14 gennaio scorso, il presidente Colombara non ha dato la possibilità di intervenire alle parti sociali (come previsto invece nell’istituto delle audizioni), tra i quali i rappresentanti degli inquilini, ed ha proceduto all’approvazione della vendita di nove alloggi del Comune che avevano bisogno di significativi interventi di manutenzione.

I sindacati inquilini sono contrari alla vendita delle case pubbliche, anche se vecchie e in cattivo stato. “Non è vero  – dicono – che così si può far cassa. In realtà si svende a basta. Meglio se l’ente pubblico investe nella manutenzione, che in molti casi è, sì straordinaria, ma non poi così costosa”. Nell’incontro di oggi i sindacati hanno resa pubblica una lettera inviata al Comune di Vicenza in cui chiedono anche la costituzione di un tavolo permanente per gestire l’emergenza casa.

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