Arte, Cultura e Spettacoli

Cinema, “La mafia uccide solo d’estate”, di Pif, all’Odeon di Vicenza

Si può fare un film sulla mafia usando un registro leggero e affatto cruento? La risposta a questa domanda sarebbe sicuramente sì, se si prendessero ad esempio le numerose commedie americane sul tema, alcune delle quali infarcite di grossi calibri del cinema hollywoodiano, che negli ultimi anni Tv e grande schermo ci hanno proposto. Il fatto è che il film del quale parliamo adesso non è americano e nemmeno europeo. E’ una produzione tutta italiana e l’elemento nuovo è che forse per la prima volta il cinema di casa nostra tratta l’argomento mafia con un tono, appunto, leggero e quasi scanzonato. Usiamo il quasi perché in realtà la trama, basata su fatti reali, è tutt’altro che divertente ma quello che piace in La mafia uccide solo d’estate è il taglio che il regista Pif – al secolo Pierfrancesco Diliberto – ha saputo usare con maestria, rompendo gli schemi forse ormai troppo “ingessati” cui da tempo eravamo abituati per le pellicole di e sulla mafia.

I vicentini che non lo avessero ancora visto – e noi consigliamo loro di farlo – potranno presto colmare la lacuna, aggiudicandosi inoltre anche un succulento “bonus” compreso nel prezzo del biglietto. Sabato 1 febbraio a partire dalle 17.30 al cinema Odeon di Vicenza infatti viene trasmesso in diretta satellitare l’incontro con Pif che presenta il suo film dall’Anteo di Milano. Partecipano all’incontro Nando dalla Chiesa, Pierfrancesco Majorino e Barbara Sorrentini. L’evento si svolge nell’ambito del 3° Forum delle politiche sociali del Comune di Milano, per un dibattito che ha come titolo Dalla politica sociale la cultura della legalità e viceversa. Alla presenza dell’Assessore Majorino e del Professor Nando dalla Chiesa, che introdurranno l’evento, Pif incontrerà il pubblico con la moderazione dalla giornalista Sorrentini. A seguire la proiezione del film.

La trama: Arturo ha pochi anni e un segreto romantico che condivide con Rocco Chinnici, giudice e vicino di casa di Flora, la bambina che gli ha incendiato il cuore sui banchi di scuola. Nato a Palermo (come lo stesso Pif), Arturo è stato concepito il giorno in cui Totò Riina e altri due uomini della famiglia Badalamenti, uccisero Michele Cavataio vestiti da militari della Guardia di Finanza. Da quel momento la sua vita è stata allacciata alla mafia e segnata dai suoi efferati delitti. Cresciuto in una famiglia passiva, in una città muta e tra cittadini incuranti dei crimini che abbattono i suoi eroi in guerra, per Arturo gli anni passano, mentre la afia cresce in arroganza e crudeltà e i paladini della giustizia vengono falciati, sparati, esplosi. Soltanto lui rimane uguale a se stesso, ossequiante in una televisione locale e nella campagna elettorale di Salvo Lima. Ma la morte di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino lo risveglieranno da un sonno atavico e dentro una città finalmente cosciente. Parallelamente, Arturo ritrova Flora che nel frattempo è diventata una bellissima donna (Cristiana Capotondi) e tra i due sboccia finalmente l’amore. Quello vero, atteso da fin dai banchi della scuola.

Opera prima del regista siciliano, La mafia uccide solo d’estate ha il raro pregio di far sorridere – per quanto ciò sia possibile di fronte ai fatti più drammatici e sanguinari della nostra storia recente – immedesimandosi a tutto tondo nel sorriso un po’ naif del protagonista ragazzino, che vive giustamente dei propri sogni e speranze di bambino e che – come scrive Marzia Gandolfi in Mymovies.it – “imparerà a sottrarsi alle regole del gioco sentendosi e volendosi diverso rispetto alla cultura diffusa di cui la criminalità organizzata è espressione. Cinema impegnato in prima linea, che arriva col sorriso fino in fondo, fino a sentire e a far sentire un dolore lancinante, La Mafia uccide solo d’estate capovolge il comico in tragico ricordandoci che ribellarsi è possibile“.

Ed è proprio la corale scena finale, in una Palermo rigonfia di cittadini finalmente indignati e stanchi di soprusi e di omertà, a dare al film quel tocco di verità e di umanissima partecipazione che fanno uscire dalla sala contenti per aver assistito ad uno spettacolo meritevole di attenzione.

Pierfrancesco Diliberto, più conosciuto come Pif, è nato a Palermo nel 1972. Agli inizi della sua carriera lavora come assistente alla regia di Franco Zeffirelli in Un tè con Mussolini (1998) e un anno dopo con Marco Tullio Giordana ne I cento passi, uno dei più bei film sul tema della mafia mai realizzati in Italia. Nel 2000 Pif partecipa ad un corso di Mediaset diventando autore televisivo. Acquista celebrità attraverso uno degli show più popolari del gruppo, la trasmissione di attualità investigativa Le Iene, dove lavora come autore e inviato dal 2001 al 2010. Nel 2007 per MTV realizza Il testimone, il suo primo programma individuale, uno tra i più originali e innovativi del panorama televisivo odierno. La Mafia uccide solo d’estate è il suo debutto alla regia cinematografica.

Alessandro Scandale

 

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