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Variati sul maltempo: “Previsioni della Regione siano tarate meglio”

“Ieri i meccanismi di difesa del Comune per fronteggiare l’allerta maltempo hanno funzionato molto bene. Ma le previsioni della Regione devono essere tarate meglio per evitare di attivare procedure molto complesse e costose a fronte di stime eccessive”. È il commento del sindaco Achille Variati sulla giornata di ieri, durante la quale il centro operativo comunale è stato impegnato sull’allerta maltempo, in particolare dalla dichiarazione dello stato di preallarme, poco dopo le 12, fino alla sua revoca, intorno alle 17. In effetti, in un breve arco di tempo,  aveva piovuto e nevicato molto in montagna, per altro con temperatura abbastanza alte. Questo aveva portato, nel pomeriggio del 26 dicembre la piena del Bacchiglione, a Vicenza, poco oltre i 4,50. Un livello che ha fatto scattare il preallarme come previsto dalle procedure, ma che si è rivelato molto al di sotto delle previsioni della Protezione civile della Regione Veneto, che avevano indicato a 5,20 metri la possibile piena.

Di qui il commento di Variati, e il suo auspicio che in futuro si eviti di mettere in campo energie e risorse inutilmente, anche perché, ribadisce il sindaco “i nostri sistemi comunali ieri ci dicevano invece che la piena non avrebbe superato i 5 metri. A breve ci incontreremo con i responsabili del centro  funzionale della protezione civile della Regione con cui lavoreremo per elaborare modelli più precisi. Le stime che si basano sull’aspetto meteorologico, sulla base delle previsioni delle perturbazioni in arrivo nei giorni successivi, ovviamente possono essere anche imprecise. Ma quando inizia a piovere e si avvicina la piena che arriverà nel giro di qualche ora, c’è bisogno di più precisione nelle previsioni della Regione”.

Il sindaco ha ricordato che  la piena del Bacchiglione a ponte degli Angeli, fino a 4 metri e mezzo di altezza, non crea problemi lungo il territorio attraversato dal fiume. Da 4 metri e mezzo a 5 metri la situazione è sotto controllo, ma servono alcune verifiche su singole criticità che però non richiedono particolari interventi dall’esterno. Da 5 a 6 metri la situazione è governata grazie alle opere realizzate che contengono il fiume all’interno degli argini evitando fuoriuscite: le valvole si chiudono e non ci sono riflussi dal sistema fognario. Ma è anche necessario utilizzare sistemi di pompaggio che ditte esterne rendono operative in 4 ore e devono essere attivate altre procedure complesse e costose.

“Ieri, in base alle stime della Regione che indicavano la piena sopra i 5 metri, avremmo dovuto attivare queste procedure – ha spiegato il sindaco -. Ma ci siamo basati sui nostri sistemi, i pluviometri lungo il torrente Leogra ed altri rilevatori, che ci dicevano che la piena non avrebbe superato i 5 metri. In base alle nostre rilevazioni, che si sono rivelate corrette, non abbiamo quindi attivato le procedure previste per piene sopra i 5 metri e in questo modo abbiamo risparmiato molti soldi dei cittadini”.

“I cittadini – ha concluso Variati – sono increduli, perché l’allerta maltempo scatta anche dopo poche ore di pioggia. Ma questo è l’effetto dei cambiamenti climatici: ieri in 18 ore in montagna sono caduti 220 millimetri di pioggia poi finiti nel Bacchiglione arrivando a Vicenza, un bacino idraulico delicatissimo perché qui si incrociano Bacchiglione, Retrone e Tesina. Con piogge di questa intensità e fino a quando non sarà realizzato il bacino di Caldogno dalla Regione Veneto, purtroppo ci potranno sempre essere problemi. Ed è quindi molto importante che le previsioni che riceviamo dalla Regione siano tarate al meglio”.

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